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PROCESSO A MARSALA

“Il coltello? Lo usava per le pillole”
Assolto il fratello di Totò Riina


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Assolto Gaetano Riina, fratello del capo dei capi di Cosa nostra. Era stato sorpreso con addosso un coltello di 14 centimetri e mezzo. L'avvocato La Barbera: "Costretti a difenderci dall'aggravante del cognome".

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Gaetano Riina

Gaetano Riina, fratello del capo dei capi



PALERMO - “Il coltello? Gli serviva per tagliare le pillole”. Così ha sostenuto l'avvocato di Gaetano Riina davanti al giudice di Marsala. E così il fratello del capo dei capi di Cosa nostra è stato assolto. Secondo il giudice monocratico Mario Faillaci, il fatto non sussiste.

L'accusa era di avere “portato fuori dall'abitazione e senza giustificazione un coltello di 14 centimetri e mezzo, di cui 6 di lama”. Il fratello di Totò u curtu era stato fermato a Petrosino assieme ad altre due persone. Condotto in caserma perché uno di loro era senza documenti, durante una perquisizione, era saltato fuori il coltello custodito dentro il borsello. Da qui il processo.

“Il coltello gli serviva per fare dei lavori agricoli - ha spiegato nella sua arringa l'avvocato Giuseppe La Barbera - e per tagliare la pillola che assume in quanto cardiopatico”. Un'arringa convincente visto che il giudice ha mandato assolto l'imputato. Il penalista del foro di Termini Imerese ha sottolineato anche la difficoltà di assistere Gaetano Riina. “Sull'imputato pesa l'aggravante del cognome”, ha spiegato.

Per Gaetano Rina i guai giudiziari non sono finiti. Tutt'altro, visto che la vicenda del coltello è la meno complicata. L'ottantenne fratello di Totò Riina è sotto processo a Palermo e a Napoli. Nel capoluogo siciliano risponde di associazione mafiosa ed estorsione. Nella città campana, invece, è accusato di concorso in associazione camorristica. Si sarebbe alleato con il clan dei casalesi per monopolizzare i trasporti su gomma della frutta.