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La mappa delle estorsioni


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Nell'inchiesta che ha azzerato il mandamento mafioso della Noce, a Palermo, sono stati riscontrati sette episodi di estorsione. Dalla casa di produzione "Magnolia" agli immancabili lavori edili, passando per bar e gastronomie. In tre casi, però, le vittime hanno denunciato contribuendo ad incastrare i taglieggiatori.

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PALERMO - Gli uomini del racket non dormono mai. E aggrediscono tutto ciò che si muove sul territorio. Dalle produzioni cinematografiche, alle attività commerciali, bar, gastronomie e gli immancabili lavori edili. Il pizzo è ancora una delle principali voci del bilancio di Cosa nostra. Nell'operazione che ha portato all'arresto di 41 persone fra boss e gregari del mandamento della Noce sono stati riscontrati sette episodi.

I responsabili della fiction “Il mistero dell'acqua”, secondo le indagini, sono stati letteralmente accerchiati. Da Carlo, Gaetano e Tommaso Castagna, della “Ciakcinematografica”, con il supporto di Tommaso e Felisiano Tognetti, collettori del pizzo. L'organizzatore generale di produzione di “Magnolia Film” alla fine ha dovuto cedere di fronte a pressioni e minacce costanti, arrivate fin dentro il suo ufficio a Roma. Ha così acconsentito all'assunzione del personale dell'agenzia che non ha mancato di presentare anche un conto di 8.818 euro per ulteriori servizi offerti sui set. Ciò nonostante minacce e ritorsioni non sono mancate, perpetrate da sedicenti attori e impresari. Ma, sin dal primo momento, gli inquirenti sono stati informati dei fatti, così i presunti estorsori sono stati incastrati.

Per i lavori di rifacimento del prospetto del palazzo di viale Regione Siciliana 1325, Calogero Mauro, titolare dell'impresa “San Fortunata Costruzioni” di Baucina, ha versato una somma indefinita “ma comunque superiore a 1000 euro”, scrivono gli inquirenti, destinata a Carlo Castagna, Tommaso e Felisiano Tognetti. Giuseppe Enea e Cosimo Grasso avrebbero fatto da intermediari.

Non sfuggono le scuole agli uomini di Cosa nostra, così Antonino Maltese, imprenditore edile di Alcamo, è stato costretto a versare 2000 euro per i lavori di ristrutturazione dell’istituto scolastico Edmondo De Amicis, in via Nazario Sauro. In questa estorsione sono implicati: Giuseppe Sammaritano, Giorgio Perrone, Santino Chiovaro e Renzo Lo Nigro, tutti ritenuti uomini d'onore della Noce.

E' andata male a Girolamo Albanese. Perché il gestore del bar New Paradise di via Campolo gli ha opposto un secco rifiuto e ha denunciato. “Non è mia intenzione sottostare ad alcuna richiesta” ha dichiarato il titolare agli investigatori, aggiungendo poi: “In passato ho avuto una esperienza negativa, avendo subito un processo per favoreggiamento personale, ritengo ingiustamente, in quanto non ho mai pagato denaro ad alcuno a titolo di pizzo”. Albanese risulta dalle indagini molto vicino a Renzo Lo Nigro, che chiama "parrino".

A un altro imprenditore è capitato di sentirsi dire: “Ma ti senti a casa tua? Arrivi e cominci a travagghiari senza avvisare a nuddu?”. Perché aveva messo su un cantiere edile di via Angelo Poliziano e non aveva cercato "la sua strada", ovvero il referente di zona con cui concordare la "messa a posto". Ma anche in questo caso la vittima non ha avuto esitazioni e ha denunciato, informando gli investigatori delle visite del presunto estorsore, Santo Pitarresi, osservato dagli investigatori in continuo contatto con Fabio Chiovaro, Renzo Lo Nigro e Gaspare Bonura.

Nell'inchiesta finisce anche il bar Manila di via Galileo Galiei. Ai boss della Noce non bastava che i nuovi gestori del locale avessero assunto Massimiliano Ingarao, fratello di quel Nicolò che nel 12 giugno 2007 è caduto sotto i colpi dei sicari dei Lo Piccolo. Il suo impiego è stato autorizzato dai giudici ma, annotano gli investigatori, fino alle 19:40 “non svolgeva alcuna attività lavorativa, limitandosi ad incontrare numerose persone”. E, poi, era vestito di tutto punto, un abbigliamento che “non appariva certo compatibile con le mansioni di ausiliario di cucina”. Ciò nonostante, secondo gli inquirenti, i titolari sono stati oggetto di una ulteriore richiesta di pizzo.

Infine c'è il caso di “Nino u' ballerino”, per cui sono accusati Fabio Chiovaro da una parte e Giacomo Sciarratta, Luca Crini, Gaetano Castagna, Tommaso e Felisiano Tognetti dall'altra. Antonino Buffa ha pagato la retta della scuola della figlia di Chiovaro ed è stato costretto a rifornirsi alla “Eurocarta”. Fino a quanto “Nino u' ballerino” non si è stancato e ha calato il volume degli acquisti subendo delle ritorsioni. Una vicenda che stava per finire in tragedia.