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CORTE DEI CONTI

Ufficiale giudiziario condannato
Deve restituire 750 mila euro


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Marisa Pinzone, ex ufficiale giudiziario in servizio a Paternò, nella sede distaccata del Tribunale di Catania, si sarebbe appropriata del denaro simulando fantomatiche spese di notifica. La Procura regionale della Corte dei Conti ha scovato una sfilza di ammanchi nelle casse dell'ufficio.

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PALERMO - Condannata a restituire 751.196 euro al ministero della Giustizia. La sentenza della Corte dei Conti colpisce Marisa Pinzone, ex ufficiale giudiziario in servizio a Paternò, nella sede distaccata del Tribunale di Catania.

Già condannata in primo grado in sede penale per peculato, soppressione, distrazione ed occultamento di atti, truffa aggravata, falsità ideologica (la sentenza è stata appellata) la Pinzone ora è stata pure ritenuta colpevole di avere provocato un grosso danno erariale. E' lungo l'elenco degli ammanchi di denaro ricostruiti dalla Procura regionale della Corte dei Conti: tra il 2002 e il 2007 la Pinzone si sarebbe messa in tasca oltre 400 mila euro per rimborsi di fantomatiche spese postali. In più avrebbe omesso di versare le trattenute sulle buste paga dei dipendenti e i soldi dovuti alle banche per la copertura di alcuni assegni andati in protesto. Gli istituti di credito, non  avendo incassato le somme, hanno pure fatto causa al Ministero.

La Procura regionale aveva notificato un invito a dedurre alla Pinzone che avrebbe potuto presentare una memoria difensiva. Non lo ha fatto ed è stata citata in giudizio. Ora è arrivata la condanna della Corte dei Conti.