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Nello Musumeci

"Sento profumo di vittoria
Parte dell'Udc voterà per me"


Il candidato del centrodestra: “Il fatto, certo, del dirottamento dei voti di Lombardo a Crocetta non sarà decisivo. E nemmeno la scelta di Berlusconi di non candidarsi alla presidenza del Consiglio sposterà gli equilibri. Del resto, lui non ha 'benedetto' la mia candidatura, come invece aveva fatto con Cuffaro e Lombardo".

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elezioni regionali, Nello Musumeci, silvio berlusconi, Politica
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PALERMO - Nello Musumeci sente “profumo di vittoria”. E nella conferenza stampa di chiusura della campagna elettorale, parla già da presidente della Regione. Nonostante la “prudenza” di rito, il candidato del centrodestra appare sicuro. Confortato dalla convinzione che “buona parte dell'Udc voterà per me”, che “il fatto, certo, del dirottamento dei voti di Lombardo a Crocetta non sarà decisivo”, che la scelta di Berlusconi di non candidarsi alla presidenza del Consiglio “non sposterà gli equilibri”, e che “le piazze e le sale sono piene, la gente esprime fiducia nella mia storia personale, nelle mie capacità”.

Ottimista, insomma. Prudentemente ottimista, precisa Musumeci, che un po' di scaramanzia non fa mai male. Specie in una giornata nella quale una foratura l'ha costretto a un “cambio gomme” sotto la pioggia e a scusarsi per un'oretta di ritardo.

C'è solo un'ombra, una piega di “disappunto” sul volto di Musumeci: “Ieri sono stato a Gela, e le agenzie, e poi quindi i giornali, hanno parlato di una piazza semivuota. Ecco qua”. Il candidato de La Destra allora fa distribuire una fotografia di quel comizio. La piazza, in effetti, non è vuota affatto. “Ho parlato per 25 minuti, mentre otto contestatori col fischietto provavano a coprire la mia voce”. Ma è solo un attimo. Dopo l'amarezza, è il momento della distensione. Una distensione preventiva, offerta “alle opposizioni. A tutte le opposizioni. Quando sarò presidente della Regione, aprirò a tutti. La drammatica situazione che sta vivendo la Sicilia, infatti, non ammette preclusioni. Non ho nemici, ma solo rivali. E non ho vendette da consumare. Tutti i deputati e tutte le forze politiche verranno chiamate a un'assunzione di responsabilità”. Tutte, ma proprio tutte le forze politiche: “Mi riferisco anche al Movimento cinque stelle, che ieri ha riempito le piazze a Catania. Mi rivolgo anche a loro, che rispetto, condividendo la nausea per una vecchia stagione che deve essere chiusa. Ritengo – precisa però – che quel movimento abbia un notevole deficit di progettualità. Ma sono certo che bisognerà mettere quei deputati alla prova. Nemmeno loro possono pensare di tirarsi fuori in questo momento”.

Intanto, però, al di là del “prudente ottimismo”, c'è da vincere queste elezioni. E a tenere banco, in questi giorni, è lo spettro del voto disgiunto. “Perché dovrei temerlo? - chiede Musumeci – sarò io a ottenere il maggior numero di voti provenienti da altri schieramenti. So per certo, infatti, - aggiunge – che ampie fette dell'Udc voteranno per me. E persino una parte dell'elettorato del centrosinistra, che rispetta la mia storia personale”. E a proposito di voto disgiunto, Musumeci afferma di non temere il possibile spostamento di un pacchetto di voti del Partito dei siciliani verso il candidato Crocetta: “Si tratta di un fatto certo. Ma circoscritto. È molto diffuso, per quanto ne so, nel mondo della Sanità catanese, dove mi risulta che i medici ricevano, magari da un ex assessore alla Sanità, l'indicazione che 'il voto a Crocetta non ci dispiace'. Non mi preoccupo, però. Una cosa è certa: Micciché è ormai fuori dai giochi”. Il riferimento, insomma, sembra rivolto chiaramente a Giovanni Pistorio: “Del resto è evidente – affonda Musumeci – che Crocetta sia l'unico candidato in grado di garantire il blocco di potere di questi ultimi anni alla Regione”. Regione nei confronti della quale Musumeci vuole lanciare, da presidente, una “operazione verità”: “Mi riferisco ai conti, alla situazione finanziaria. Nei primi 90 giorni, infatti, opereremo una ricognizione dei crediti, dei debiti, dei residui della Regione e delle società partecipate. Tutti dati che diffonderemo, renderemo pubblici anche con un opuscolo che invieremo ai siciliani. La gente deve sapere in quali condizioni mi troverò a lavorare. Non voglio alibi – puntualizza Musumeci – ma non ne voglio dare a nessuno”. E dopo l'operazione verità, ecco anche quella che interverrà sui “costi della casta”. “Proporrò tre semplici iniziative: il dimezzamento dei fondi riservati al presidente, il dimezzamento dei fondi ai gruppi parlamentari e la riduzione degli emolumenti ai deputati. Si aprirà una stagione di sacrifici, dobbiamo essere i primi a dare un segnale”.

E l'eco degli scandali dei gruppi parlamentari e delle spese pazze della politica, a dire il vero, si avverte forte anche a Palermo, oggi, dove è arrivata l'ormai ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini. Che, però, non è presente alla conferenza di Musumeci: “Per quanto ne so io – spiega il candidato governatore – la Polverini è qui per sostenere la candidatura degli esponenti Ugl nelle liste. C'è in corso un convegno, al quale ho promesso di partecipare con un veloce saluto. Ma nessuno pensi che la sua assenza qui, o la mia presenza a quel convegno possa crearmi qualche imbarazzo. La mia storia, quella di un politico che in 40 anni non ha mai subito notizie di indagini a suo carico, non teme nessuna contaminazione”. E nessun effetto sulle speranze di successo di Musumeci avrebbe nemmeno la scelta di Silvio Berlusconi di tararsi fuori dalla corsa per il ruolo di premier del centrodestra: “Vorrei fare notare – dice infatti – che Berlusconi non ha dato la sua 'benedizione' alla mia candidatura, così come era avvenuto con Cuffaro e Lombardo. Io l'ho sentito 22 giorni dopo la mia scelta come candidato, per un 'in bocca al lupo'. Non penso, quindi, che la sua scelta possa influire, né negativamente né positivamente sulla mia corsa verso Palazzo d'Orleans. È un problema, semmai, che riguarda il mio maggiore alleato, il Pdl. Per il quale nutro un rispetto tale che mi obbliga a rimanere fuori dalle questioni interne al loro partito”.

Musumeci, insomma, tira dritto. Annuncia che la Regione, se lui sarà presidente, si costituirà parte civile nel processo sulla trattativa Stato-mafia. “Adesso, la parola spetta agli elettori. Comunque vada, questa campagna rappresenterà la più bella sfida politica della mia vita. Una sfida che ho raccolto pensando ai miei figli e ai vostri figli”. Una sfida che, per Musumeci, profuma già di vittoria.