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"La Ciulla mostri i 'pizzini'
o chiederò le sue dimissioni"


Non si placano le polemiche sulle parole dell'assessore Agnese Ciulla, che mercoledì ha denunciato tentativi di raccomandazione da parte di consigliere comunali. Giusi Scafidi, Idv, chiede che l'assessore mostri in Aula i 'pizzini', "oppure chiederò le sue dimissioni e la querelerò. Non è giusto mettere tutti nello stesso calderone".

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Giusi Scafidi



PALERMO - “L’assessore Ciulla mostri in Aula i pizzini e faccia i nomi di chi voleva raccomandare. Altrimenti chiederò le sue dimissioni”. Riscoppia la polemica sul comunicato stampa dell’assessore alle Attività sociali del comune di Palermo Agnese Ciulla, che mercoledì, nero su bianco, ha denunciato tentativi di raccomandazioni da parte di consiglieri comunali e di circoscrizione. Accuse che hanno fatto saltare sulla sedia anzitutto i consiglieri di Idv, il partito del sindaco Leoluca Orlando, che oggi tornano alla carica per bocca di Giusi Scafidi, presidente della IV commissione e con due mandati da consigliere provinciale alle spalle.

Consigliere, l’uscita della Ciulla non le è proprio piaciuta…
“Assolutamente no, anche perché parliamo di un assessore nominato dal sindaco e che fa parte di una maggioranza che sta provando a governare la città dando buone risposte. Mi è sembrata un’uscita fuori luogo”.

Però l’assessore parla di tentativi di raccomandazione…
“Qualora fosse vero che qualcuno ha fatto sollecitazioni e ha dato dei ‘pizzini’, parola che mi sa tanto di mafioso, avrebbe dovuto informarne il sindaco e i consiglieri e comunicare i nomi di chi voleva fare segnalazioni. Se l’assessore è in possesso di ‘pizzini’ o di altre prove, non avrà prolemi a mostrarli in Aula. Mettere tutti nel calderone non è né giusto, né leale. Sono da 11 anni in questo partito e ho rifiutato due volte di andare in altri partiti in cambio di posti di lavoro, sebbene mio figlio, laureato e disoccupato, sia dovuto andare a Milano per cercare lavoro”.

Quindi cosa avrebbe dovuto fare la Ciulla?
“Intendiamoci: il nostro partito condanna certe pratiche clientelari, che a Palermo priliferano specie in campagna elettorale. La denuncia è legittima, ma l’assessore avrebbe dovuto informarne il sindaco che avrebbe provveduto”.

Avete parlato con l’assessore?
“Sì, ieri ci siamo sentite telefonicamente e lei ha sottolineato che non voleva attaccare i consiglieri. Parliamo di un progetto della vecchia amministrazione, su cui evidentemente erano state fatte delle promesse. L’assessore si è vista spuntare in via Garibaldi, oltre a chi chiedeva informazioni, magari anche qualche consigliere che ha chiesto chiarimenti. O consiglieri della precedente consiliatura che conoscevano il progetto e volevano spingere per qualche nome. Noi non sappiamo nemmeno di cosa si tratta”.

Comunque chiede che vanga a Sala delle Lapidi a riferire…
“Certo, a fare i nomi e soprattutto a mostrare i ‘pizzini’”.

E se non lo facesse?
“Sono pronta a querelarla e a chiederne le dimissioni. Con il suo gesto ha contribuito a togliere serenità a questo consiglio comunale, non ci aiuta così. Noi siamo in prima linea per affermare il principio di legalità in questa città, sostenendo il sindaco Orlando a spada tratta, ma non era questo il modo”.

Questa è la sua posizione personale o è condivisa anche da altri consiglieri Idv?
“E’ la mia posizione personale, ma è evidente che nel gruppo c’è un po’ di malumore”.