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PALERMO

"La mafia non c'entra"
Dissequestrato noto negozio di telefonini


Alessandro Autovino, soprannominato il "Re dei telefonini", rientra in possesso dell'attività commerciale di viale Lazio. Era in amministrazione giudiziaria da cinque anni.

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PALERMO - La mafia non c'entra con uno dei più noti negozi di telefonia mobile della città. Alessandro Autovino, soprannominato il "Re dei telefonini", rientra in possesso dell'attività commerciale di viale Lazio. Era in amministrazione giudiziaria da cinque anni.

Lo ha deciso la sezione Misure di prevenzione del Tribunale che ha respinto la richiesta di confisca, accogliendo la tesi difensiva dell'avvocato Giuseppe Cannizzaro. “A fronte dei generici elementi risultanti dalle intercettazioni, non sono stati addotti ulteriori indizi a supporto della costruzione accusatoria - si legge nella motivazione -, secondo cui la ditta in questione sarebbe nella disponibilità di Giuseppe Gelsomino, sicché mancando il benché minimo riferimento (tecnico contabile, testimoniale o documentale), da cui dedurre sia l'ingerenza del proposto nella amministrazione della attività, sia l'eventuale immissione di capitali di natura illecita nella ditta in questione, non può che rigettarsi la proposta di confisca”.

L'ipotesi accusatoria, sulle base di alcune intercettazioni e delle dichiarazioni di tre pentiti, era che Autovino fosse un prestanome di Gelsomino, personaggio considerato in contatto con il boss di Torreta, Antonino Di Maggio. Di Maggio che avrebbe investito denaro sporco nell'acquisto di telefonini poi rivenduti nel negozio. A Gelsomino la sezione Misure di prevenzione ha contestualmente imposto la sorveglianza speciale e confiscato il negozio “Il giardino della frutta di Gelsomino Gilbert e Pisani Francesca” di via Aquileia.