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DOPO L'APPROVAZIONE DEL BILANCIO

Sindacati contro Orlando:
"Rischio macelleria sociale"


Cgil e Cisl attaccano Orlando sul bilancio per il mancato confronto con le parti sociali e paventano il rischio della macelleria sociale.


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PALERMO - I sindacati vanno all’attacco del sindaco Orlando. A due giorni dall’approvazione del bilancio 2012 da parte di Sala delle Lapidi, infatti, Cgil e Cisl entrano a gamba tesa sull’amministrazione di Palazzo delle Aquile e parlano apertamente del rischio di “macelleria sociale” e di un mancato confronto con le parti sociali in pieno “stile Cammarata”.

“Abbiamo più volte chiesto all’amministrazione comunale un confronto sul bilancio preventivo che non c’è stato mai concesso – tuona Maurizio Calà della Cgil - purtroppo la giunta Orlando, in continuità con quella Cammarata, sta dimostrando poca disponibilità al dialogo con le parti sociali sui grandi temi della città, che passano anche da una revisione profonda del bilancio”. Dose rincarata da Mimmo Milazzo della Cisl: “E’ giunta l'ora di entrare nel merito di tutte le questioni urgenti e procedere con tavoli istituzioni-parti sociali che siano concreti, invece che con gli incontri finora tenuti, generici e poco concludenti”.

Un attacco che riguarda soprattutto i contenuti della manovra, giudicati incapaci di affrontare “i gravi problemi delle emergenze sociali che attanagliano Palermo come il tema delle politiche sociali per i disabili, le fasce deboli, la programmazione sulle aperture necessarie di asili nido e la riorganizzazione del comune e delle partecipate”. “L’amministrazione – dicono ancora i rappresentanti dei lavoratori - sta sottovalutando il fatto che nel 2014 si dovrà fare il bilancio unico consolidato tra il Comune e le aziende, che rischia di mettere insieme i debiti e i problemi e di creare esuberi se non si interviene per tempo”.

Bordate senza precedenti, almeno finora, nei confronti del nuovo inquilino di piazza Pretoria al quale però Cgil e Cisl chiedono un incontro immediato. “Torniamo a chiedere un tavolo fra Comune, Regione, governo nazionale, parti sociali e imprenditoriali per affrontare tutti insieme la questione del rilancio della città per evitare che la mancanza di fondi possa portare all'esplodere, anche a Palermo, delle emergenze sociali che hanno colpito altre città siciliane”.