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Catania

Colpi di pistola contro un panificio
gestito dai familiari di un pentito


Nel mirino l'attività portata avanti dai parenti del boss Giuseppe Mirabile, arrestato con l'operazione 'Efesto' e adesso collaboratore di giustizia. Si tratta del pentito i cui verbali sono stati depositati al processo Iblis: all'interno l'accusa al governatore uscente Raffaele Lombardo. Carabinieri e polizia, intanto, hanno effettuato 26 perquisizioni nei confronti di persone che risultano affiliate o collegate al clan Santapaola-Ercolano.

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CATANIA - Pistolettate contro i parenti del pentito Giuseppe Mirabile, ergastolano che da un paio di settimane collabora con la DDA etnea ed è uno dei protagonisti del processo Lombardo. Carabinieri e polizia hanno perquisito 26 persone collegate al clan Santapaola Ercolano.


Tutto comincia ieri alle 7 del mattino: sette colpi di pistola colpiscono il vetro di un panificio in via Plebiscito. E’ il negozio dei familiari di Mirabile: all’interno ci sono i suoi parenti che si salvano perché la vetrata è antisfondamento. Subito scattano le perquisizioni, ordinate dalla Procura della Repubblica. "I controlli - spiega il procuratore Giovanni Salvi - hanno avuto esito negativo per quanto concerne il ritrovamento di armi, ma hanno consentito di acquisire materiale documentale che è in corso di esame".

"Le perquisizioni -aggiunge Salvi - erano volte a suffragare l’ipotesi che l’attentato fosse diretto ad intimidire i collaboratori di giustizia che hanno recentemente iniziato a rendere dichiarazioni innanzi a questa Procura Distrettuale Antimafia. Mirabile, 45 anni, è stato arrestato dai ROS nell'ambito dell'operazione Efesto: era suo il controllo del Villaggio Sant'Agata.