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LA REAZIONE ALLA CONDANNA

Berlusconi ci ripensa:
"Torno in campo"


Le dichiarazioni dopo il processo Mediaset. Da villa Gernetto l'ex premier ritira il suo addio alla politica e lancia l'appello ai vertici del partito: “Valutiamo se ritirare la fiducia a Monti”.

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Silvio Berlusconi

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LESMO - All'indomani della condanna per il processo Mediaset (quattro anni per frode fiscale, di cui tre condonati per effetto della legge sul condono del 2006), un Berlusconi “furioso” contro la “magistratocrazia” annuncia da Villa Gernetto la sua volontà di restare in politica.

Dal palco, con a fianco solo l'avvocato e parlamentare Nicolò Ghedini, Berlusconi si rivolge alla stampa e a tanti esponenti del Pdl, ribaltando le dichiarazioni rilasciate due giorni fa, quando aveva annunciato il suo addio alla politica, dopo le polemiche sulle primarie per la scelta del premier. Primarie alle quali, però, ha ribadito, “non mi candiderò”.

E profila anche la possibilità di elezioni anticipate: “Nei prossimi giorni decideremo con i vertici del mio partito se togliere la fiducia al governo Monti  - ha dichiarato l'ex premier - o, vista la vicinanza con la fine della legislatura, se lasciargli finire il mandato. Dobbiamo mettere sui diversi piatti della bilancia, da un lato il fatto che le iniziative di governo ci portano a una spirale recessiva e dall'altro il fatto che con la sfiducia al governo si avrebbe una situazione interpretata in una certa maniera dal mondo della finanza”.

Berlusconi si impegna a “continuare con l'opera di modernizzazione del paese iniziata nel 1994”  e  snocciola l'embrione di un programma politico che segna una decisa inversione a u rispetto a quello che   definisce “un regime di polizia tributaria”, in cui gli italiani sono “hanno paura a spendere, non consumano più quanto consumavano prima”. Promette l'abrogazione dell'Imu e nessuna nuova tassa sulla casa, abrogazione della norma che vieta di pagare in contanti somme oltre i mille euro, stop all'aumento della pressione fiscale, ma anche alle intercettazioni investigative: “una barbarie”. Il “pianeta giustizia” va riformato, dice, “perché ad altri cittadini non capiti ciò che è capitato a me”. Lancia i suoi strali non solo contro una sentenza che definisce “incredibile e intollerabile”, ma anche contro Merkjel e Sarkozy che, “con i loro sorrisetti ironici hanno assassinato la mia credibilità internazionale”.