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TIBET

Immolati per la libertà
In due si danno fuoco


In Tibet continuano le immolazioni in nome della libertà dalla Cina e del ritorno del Dalai Lama: due cugini della contea di Driru si sono dati fuoco davanti ad una scuola, il più piccolo è morto sul colpo, l'altro, ancora in vita, è stato portato via dalla polizia.

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Tibetan Solidarity Movement rally

SHANGAI - Raggiungere la libertà tramite un atto estremo: dal 2009 in Tibet l'atto dell'immolazione è diventato un arma per sostenere i diritti dei tibetani. E sono sessantadue le persone che hanno deciso di uccidersi nella speranza di liberare la propria terra: le ultime due hanno deciso di darsi fuoco giovedì della scorsa settimana nella contea di Driru, nella provincia autonoma tibetana.

Tsepo e Tenzin erano cugini e avevano 20 e 25 anni: il loro sacrificio è avvenuto dopo quello di altre 5 persone nella scorsa settimana, nella contea di Sangchu della prefettura di Gannan. Prima di loro a Driru era avvenuta un'altra immolazione: i giovani cugini si sono dati fuoco davanti una scuola della prefettura di Nagchu. Il più giovane è morto sul colpo, ma Tezin è stato prelevato dalla polizia ancora in vita, trasportato poi in un luogo sconosciuto. In totale gli immolati ammontano a 62, ma soltanto nell'ultimo anno si sono verificati ben 49 di questi episodi, nel nome dell'allontanamento della dittatura cinese e del ritorno del Dalai Lama in Tibet.