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CONTESTATO ANCHE ORLANDO

Gesip, dal vertice in Prefettura
nessuna buona notizia


Il vertice in Prefettura non riserva alcuna buona notizia per la Gesip. Cassa integrazione ancora lontana, servirà un tavolo alla Regione.


gesip, palermo
PALERMO - A Palermo non è solo giorno di elezioni. Mentre Rosario Crocetta festeggia l'elezione a presidente della Regione, nel capoluogo siciliano va in scena l'ennesima puntata di quello che ormai si può definire un dramma: la Gesip.

Il vertice prefettizio, cominciato nel pomeriggio, si è protratto per diverse ore. E se l'obiettivo di Umberto Postiglione era quello di trovare una soluzione rapidamente, mettendo attorno a un tavolo sindacati, Comune e Regione, la missione è ampiamente fallita.

Ad oggi non ci sono novità per la cassa integrazione, che il sindaco Leoluca Orlando aveva annunciato in pompa magna circa un mese fa. E sebbene le responsabilità non siano ascrivibili al primo cittadino, i duecento operai asserragliati fuori dalla Prefettura non l'hanno pensata così. In serata, terminato il vertice, è partita una contestazione all'indirizzo del Professore che non ha fatto altro che peggiorare una giornata già difficile per il primo inquilino di Palazzo delle Aquile, costretto ad ingoiare il rospo del mancato raggiungimento del 5 per cento dell'Idv.

E neanche la presenza di Ludovico Albert, dirigente regionale per la Formazione professionale, è servita a granché. Convocato dal prefetto, Albert ha aperto alla possibilità di utilizzare i fondi europei per la riqualificazione dei lavoratori: un escamotage per integrare gli ammortizzatori sociali che però non potrà essere attuato. I corsi, infatti, non potrebbero partire prima di gennaio. Ma Albert ha dovuto fare i conti anche con le accuse del sindaco, che ha rivelato le indagini della Procura sulla cassa integrazione e la formazione professionale.

A conti fatti, però, la situazione Gesip non si sblocca. Anzi, se possibile si fa ancora più in salita. Posto che Roma abbia trovato i 15 milioni, servirà un tavolo tecnico regionale per trovare una soluzione. E con il cambio in vista a Palazzo d'Orleans, i tempi non saranno di certo brevi.