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Il presidente della Regione

Crocetta: "Avrò la maggioranza
e mi taglio lo stipendio"


Il vincitore delle elezioni regionali nel suo primo incontro con i giornalisti cita il guerrigliero argentino: "Sono un uomo del dialogo e non dello scontro". E poi dice: "Avrò una maggioranza bulgara".

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Rosario Crocetta

Rosario Crocetta



PALERMO- Rosario Crocetta arriva con ritardo da star alla prima conferenza stampa da neo eletto indetta per oggi a mezzogiorno al comitato elettorale di via Mazzini a Palermo. Viene dal quartiere generale di Castel di Tusa, il tragitto viene monitorato dai cellulari delle decine di sostenitori che lo attendono. Quando arriva, uno scudo di cronisti e teleoperatori lo avvolge impedendogli di raggiungere l'ingresso del comitato. Le auto di scorta restano ferme ad attendere, per alcuni minuti, mentre si solleva un coro di clacson. Crocetta che, in rispetto all'iconografia, ha già una sigaretta accesa in mano, risponde alle prime domande, risponde in francese alla telefonata di congratulazioni da Strasburgo, stringe mani.

Ancora prima di sedersi al tavolo della conferenza (lo affiancano il segretario del Pd Giuseppe Lupo, il coordinatore cittadino dell'Udc Anthony De Lisi e l'ex sindaco di Ragusa Nello Dipasquale), il nuovo Sindaco dei siciliani ha già sparato a zero sugli sprechi della Regione. “Stavo per disporre un censimento delle consulenze inutili. Ma poi ho deciso: come mi consente di fare la legge sullo spoil system, le revoco tutte. Vale anche per i dirigenti, i direttori generali. Poi vediamo cosa serve e se i prezzi resteranno gli stessi”. E aggiunge una postilla sulla Formazione e su uno dei suoi protagonisti più controversi: "Manderò a casa Albert". Chiede che siano i giornalisti a fare domande, ma prima risponde alle dichiarazioni di Musumeci che lo ha dato per spacciato in pochi mesi, che ha profilato l'inciucio con Lombardo, che lo accusa di scorrettezza.

“Stia tranquillo: io potrò contare su una maggioranza bulgara. Escludo che su novanta deputati non si trovi qualcuno disposto a lavorare con noi per il bene della Sicilia”. L'alleanza di governo sarà comunque quella che i siciliani hanno votato e sull'inciucio replica: “L'accordo con Lombardo e Micciché ha provato a farlo lui, prima della campagna elettorale. E poi scorretto io? Chi è stato a diramare fino all'ultimo sondaggi falsi?” Di ingovernabilità non vuole sentire parlare: “I grillini sono deputati come gli altri. Pensano di partecipare alle leggi o di continuare a gridare in aula?”.

La difesa d'ufficio dell'accordo con l'Udc si trasforma dopo la vittoria in una ricetta siciliana da consigliare al centrosinistra nazionale: “Vale la pena fare alleanze. Bisogna ascoltare il cambiamento dei moderati. Nel caso della mia candidatura l'Udc ha dato prova di saper superare i pregiudizi”. A proposito della questione morale, sulle polemiche sulla candidatura di Dina e sulla sua eventuale nomina come assessore: “Quando Berlinguer proponeva il dialogo con la Dc, parlava di un partito in cui, oltre a Moro, c'erano anche Gava e Ciancimino”.

Se a Fava consiglia “la preghiera e la lettura dei santi”, esorta all'unità i partiti di sinistra, che “invece di partecipare a una vittoria certa hanno tentato il terreno dell'antipolitica, dove Grillo li ha battuti”. Leoluca Orlando ha la peggio, accusato di miopia: “Pensava fossi un Ferrandelli, invece sono un Orlando, la gente si è fidata della mia esperienza di governo”.

Nessuna anticipazione sulla squadra degli assessori: l'unica nomina che non smentisce è quella di Lucia Borsellino alla Sanità “la collaborazione di Massimo Russo non è in agenda”. I primi provvedimenti potrebbero partire prima ancora delle nomine, come ad esempio il correttivo della legge sui rifiuti che consentirebbe ai comuni di gestire il servizio in autonomia. Anche il problema dei precari dei comuni deve essere affrontato al più presto. “I precari non si possono licenziare, ma ci sono gli strumenti perché possano essere riassorbiti altrove.In generale la mia azione di governo sarà improntata al rigore, ma non ho intenzione di procedere con la macelleria sociale. Saremo miti, ma con durezza, come diceva Che Guevara”.

Crocetta a "Ballarò"
"Taglierò il mio stipendio del 50%": lo ha annunciato il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta a 'Ballaro'. Poi ha aggiunto: "La prima legge che proporro è la seguente: gli indagati di mafia, corruzione, associazione a delinquere non potranno ricevere né incarichi dalla regione né presentarsi come candidati".