I camerieri non ci stanno:| "Non siamo dei privilegiati" - Live Sicilia

I camerieri non ci stanno:| “Non siamo dei privilegiati”

Palazzo dei Normanni

I camerieri e i banconisti della buvette dell'Assemblea regionale siciliana replicano all'indomani della denuncia del Movimento Cinque Stelle che, dal blog di Beppe Grillo,avevavano attaccato riguardo il loro stipendio: "Non siamo venti, bensì otto ed assunti tre anni fa".

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PALERMO – “Non siamo privilegiati”. Così camerieri e banconisti della buvette dell’Assemblea regionale siciliana replicano all’indomani della denuncia del Movimento Cinque Stelle che dal blog di Beppe Grillo ha attaccato il personale del bar e del ristorante, che riceverebbe un doppio stipendio, insomma una piccola ‘casta’ all’interno della ‘casta’. Loro, i cosiddetti ‘graditi’, non ci stanno, ritengono che la denuncia anonima inviata ai deputati regionali del Cinquestelle “sia ingiusta”.

“Intanto – dicono – non siamo una ventina, ma otto persone. Lavoriamo in Assemblea da 20 o 25 anni, il nostro stipendio al massimo, compresi gli assegni familiari, arriva a 2 mila euro al mese, più la quattordicesima”. Spiegano che il doppio salario, messo in evidenza dai grillini, deriva da un provvedimento adottato dal Consiglio di presidenza dell’Ars, tre anni fa. “Ad ogni scadenza del contratto tra la ditta e l’amministrazione, tutti noi rischiavamo sempre il licenziamento – affermano – Essendo personale fidelizzato, l’Ars ha deciso di ‘stabilizzarci’.

Ognuno di noi ha mantenuto la funzione che ha sempre avuto, banconista e cameriere in base al contratto di categoria, e veniamo assorbiti dalle ditte che si aggiudicano la gestione del servizio”. “La nostra paga è composta da una quota pari a circa 950 euro, a carico della ditta, e un’altra versata dall’Ars, circa 750 euro netti al mese – proseguono – Lavoriamo almeno 9 ore al giorno, ma diventano 12-13 quando si riuniscono le commissioni parlamentari e l’aula. E non percepiamo straordinario”. Il lavoro si articola su due turni: dalle 8 alle 17 e dalle 11 alle 21, si protrae fino alle 23 per le sedute d’aula. “In passato la ditta si avvaleva di altre sei-sette persone, oltre ai noi otto – aggiungono – Ma adesso che le cucine sono chiuse e che per la ristorazione si fa ricorso al catering, sono rimaste due-tre persone”.


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