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fiom sul piede di guerra

Cantieri navali, ombre sul 2013
Cresce la tensione tra i lavoratori


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E' scontro tra la Fiom e Fincantieri per il diniego opposto ad ospitare l'assemblea del sindacato all'interno dei locali dell'azienda. Come se non bastasse, le prospettive per il futuro sono piuttosto incerte.

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PALERMO – Cresce la tensione ai cantieri navali di Palermo. Il clima incandescente all'interno dell'azienda, tra le poche tra quelle storiche presenti in città a rimanere in piedi al cospetto della crisi, si è palesato nel momento in cui Fincantieri ha negato alla Fiom Palermo di effettuare l'assemblea con i dipendenti nei locali dell’impresa fondata dalla famiglia Florio. Il sindacato dei metalmeccanici, per tutta risposta, ha manifestato l'intenzione di indire ugualmente la riunione per martedì, nel corso della quale si discuterà delle prospettive industriali e dei carichi di lavoro per il 2013 e, soprattutto, dell'esito insoddisfacente dell'incontro che si è tenuto a Roma il 26 novembre scorso con la direzione nazionale di Fincantieri. Nel corso del vertice era emerso che per il cantiere di Palermo non vi sono previsioni di lavoro nell'ambito delle costruzioni navali.

Considerando che Fincantieri avrebbe acquisito 7-8 milioni di ore di lavoro in ambito nazionale, la proposta avanzata dalla Fiom Palermo sarebbe stata quella di una ripartizione di parte delle ore di lavoro anche per i dipendenti del capoluogo siciliano. La risposta, tuttavia, sarebbe stata un secco no. Una situazione assai preoccupante, di cui i vertici locali del sindacato ritengono doveroso informare i propri iscritti. Il rifiuto ad ospitare la riunione, però, rischia di complicare la faccenda: “Negare alla Fiom di svolgere l'assemblea – afferma il rappresentante della sezione locale della sigla, Francesco Piastra – significa volere impedire all'organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa di esprimere la propria opinione sulla gestione della crisi e della contrattazione aziendale. Quasi il 50 per cento dei lavoratori del cantiere è iscritto alla Fiom di Palermo. La scelta di Fincantieri è inequivocabile – aggiunge Piastra – considerando che si accinge a portare avanti un processo di riorganizzazione, di ristrutturazione e, probabilmente, di peggioramento delle condizioni di lavoro e sta cercando di eliminare la voce critica e dissenziente”.

Come si accennava in precedenza, martedì la Fiom svolgerà l'assemblea ugualmente proclamando un'ora di sciopero nei turni 10-11, 14-15 e 22-23. All'incontro presenzierà anche il segretario regionale Rosario Rappa: “Intendiamo esercitare la nostra rappresentanza per impedire il ridimensionamento del cantiere navale di Palermo e il peggioramento della condizioni di lavoro. La democrazia è un valore che non si può cancellare, lo statuto del lavoro è una legge di garanzia dei lavoratori che non può essere spazzato via come se nulla fosse”.

Gli fa eco il segretario della Cgil di Palermo Maurizio Calà: "La Fincantieri – spiega – fa un errore grave a negare alla Fiom di Palermo, che è il sindacato con più iscritti al cantiere navale di Palermo, la possibilità di svolgere l'assemblea dei lavoratori. Sbaglia perché apre un problema enorme di democrazia e rappresentanza. Sbaglia perché tentare di fare tacere chi vuole affrontare i problemi non aiuta a risolverli soprattutto in una fase così complicata della crisi economica".