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Sul mensile "S" in edicola

Crocetta e i nuovi potenti
Viaggio a Gela e Caltanissetta


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Il municipio di Gela

Sul mensile "S" due reportage descrivono la nuova geografia del potere siciliano. A Caltanissetta, la Confindustria riesce a proporre per la seconda volta di fila un "proprio" assessore alle Attività produttive. Da Gela, invece, è partita l'ascesa (tra tante luci e qualche ombra) del nuovo governatore. Ecco il racconto dei suoi fedelissimi e dei grandi accusatori.

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PALERMO - Con la vittoria alle ultime elezioni regionali di Rosario Crocetta, la “geografia” del potere siciliano s'è spostata in zone dell'Isola finora un po' dimenticate. Da Gela, città dalla quale è iniziata l'ascesa del nuovo governatore, a Caltanissetta, dove Confindustria sembra da qualche anno in grado di “dare le carte” sui tavoli da gioco dei governi regionali: ecco il nuovo “centro” della Sicilia.

Così, questo mese il mensile “S” ha deciso di compiere un viaggio all'interno della provincia nissena, per comprendere pregi e contraddizioni di un territorio che ha “sfornato”, nel frattempo, anche assessori, capi di gabinetto, dirigenti di peso.

Sono due i reportage, a firma dell'inviato Accursio Sabella, con i quali viene raccontata la nuova mappa della potere. Il primo vede come teatro Caltanissetta, che oggi appare come il vero capoluogo di Sicilia. Lì, la sede di Confindustria è in un vicoletto della via principale. Ma da lì sono arrivati gli ultimi due assessori alle Attività produttive: Marco Venturi (con Lombardo) e Linda Vancheri (con Crocetta). E centrale è il ruolo di Antonello Montante, uno dei fautori della svolta “antiracket” della Confindustria. Ma il capoluogo nisseno è anche la città in cui lavora il pm Nicolò Marino, nuovo assessore all'Energia. E ancora, ecco burocrati come Antonina Liotta, la prima “nominata” da Crocetta. Lei, segretario generale della Provincia nissena, infatti, è stata scelta per coprire l'incarico di Commissario della Provincia di Catania. E della zona è anche Enza Cilia, nuovo capo di gabinetto del Presidente della Regione. Un governatore che intanto ha formato un governo che ha suscitato l'ironia di un ex assessore nisseno. Giovanna Candura chiede: “Di che discontinuità parla Crocetta, se nel suo esecutivo sono presenti sia persone vicine a Cuffaro che ex consulenti del governo Lombardo?”.

Tre quarti d'ora circa di strada provinciale, ed ecco Gela. È lì che è nata l'avventura del nuovo presidente della Regione Rosario Crocetta. E nel racconto della sua ascesa, tra tante luci, ecco anche qualche ombra. Come le frequentazioni con Emanuele Celona, boss gelese adesso pentito. E anche quel passato che affonderebbe, secondo alcuni grandi “accusatori” di Crocetta, nel “Bronx”, un quartiere popolare di Gela. Lì, secondo molti, al primo piano di una palazzina celeste, che il mensile “S” vi mostra, avrebbe vissuto il nuovo governatore. Ma il viaggio del nostro mensile a Gela, prende le mosse anche dal “Palazzo di città”. Nella stanza del primo cittadino le pareti sono ancora azzurre: “Il colore preferito da Saro”, raccontano tanti fedelissimi del presidente, che descrivono la “svolta” impressa dall'allora sindaco nella cittadina nissena. L'inizio della rivoluzione.