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Il caso all'Antitrust

L'allievo di Pitruzzella vince il concorso
"Ho studiato, non sono raccomandato"


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La storia del giovane avvocato palermitano è stata raccontata sul Corriere della Sera: il garante dell'Antitrust è stato ex socio di suo padre, Giovanni Lo Bue, e il figlio ha frequento il suo studio legale per il praticantato. Lo Bue junior dichiara a Livesicilia: “Ho studiato, i rapporti tra mio padre, me e Pitruzzella non hanno niente a che vedere con il concorso che ho vinto in assoluta trasparenza”.

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PALERMO – Da questa mattina il nome di Marco Lo Bue, ventottenne avvocato palermitano, è balzato agli onori (e oneri) della cronaca, dopo la pubblicazione sul Corriere della Sera di un articolo di Sergio Rizzo, in cui viene raccontato l'ingresso del giovane come funzionario a tempo determinato nell'Antitrust. Giovanni Lo Bue, il padre di Marco, componente del Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Siciliana, è stato socio del garante dell'Antitrust, Giovanni Pitruzzella, tramite la società Vela e Natura. Inoltre il giovane avvocato ha conseguito parte del praticantato nello studio legale della stesso Pitruzzella. Livesicilia ha contattato Marco Lo Bue, per sapere la sua versione della storia, dal concorso ai rapporti con l'ex socio del padre e garante dell'Antitrust.

Perché un giovane di 28 anni fa la scelta di partecipare ad un concorso come funzionario, bandito dall'Antitrust?
“Sono diventato avvocato un anno fa, ma ho capito che la libera professione non può garantirmi nell'immediato una sicurezza economica, una prospettiva per il futuro. Mi sono guardato intorno e ho deciso di partecipare al concorso: ho studiato sei interi mesi per prepararmi e contavo di passare. Oggi è il mio primo giorno di lavoro e sono arrabbiato per quello che sta emergendo dall'articolo del Corriere della Sera: io non sono un raccomandato, hanno veramente sbagliato persona”.

Sei mesi di studio per il concorso appena vinto, ma una carriera universitaria densa alle spalle: le è servita per raggiungere i suoi obiettivi, in particolare l'ingresso nell'Antitrust?
“È necessario chiarire che al concorso non potevano accedere tutti: la prima selezione era per titoli, e io ho conseguito un dottorato in diritto pubblico all'Università di Palermo, tramite cui ho avuto due importanti esperienze all'estero (una in Lussemburgo e una al Londra ndr) oltre ad essermi laurato con votazione di 110 e lode. L'esame scritto si basava su una traccia su tre possibili, sorteggiata da uno dei cinquanta candidati: infine i 15 candidati all'orale sono stati giudicati da una commissione di cui il garante Giovanni Pitruzzella non faceva parte. Ho superato la selezione classificandomi al quarto posto, in assoluta trasparenza”.

Eccoci al nodo centrale della questione: i suoi rapporti con il presidente dell'Antitrust Pitruzzella.
“Ho conosciuto il garante grazie alla mia passione per la vela: navigo da quando ho 8 anni e ho vinto quattro titoli nazionali. A 18 anni avrei potuto scegliere la carriera di professionista, ma ho preferito studiare: la vela è una passione e grazie ad essa ho conosciuto molti armatori, tra questi Giovanni Pitruzzella”.

Si è parlato anche di rapporti tra suo padre e il presidente dell'Antitrust.
“I rapporti tra mio padre e Pitruzzella sono un affare loro. Questo non c'entra nulla con il mio ingresso nell'Autorità garante della concorrenza: è un lancio per la mia carriera che non potevo lasciarmi sfuggire, dopo dieci anni di studio e la possibilità di crescere in moltissimi ambiti, dal diritto amministrativo all'economia europea. Adesso voglio solo concentrarmi sul lavoro, ma sono amareggiato per quanto scritto: i lettori potrebbero pensare che io sia uno dei soliti raccomandati e questo non mi fa giustizia”.