Live Sicilia

Dopo il "caso Novamusa"

Biglietterie dei musei, Missineo:
"Impossibile revocare le gare"


Crocetta aveva annunciato: "Stop ai bandi in corso, e precari al posto dei privati". L'ex assessore ai Beni culturali però spiega: "La procedura è completata. E la Regione rischia richieste di risarcimento milionarie. E fermando le gare, Novamusa continuerebbe a occuparsi di quei servizi".

VOTA
4/5
16 voti

beni culturali, novamusa, uccio missineo, Politica
L'ex assessore ai Beni culturali Uccio Missineo
PALERMO - “I Beni culturali siciliani? Non ci sarà più un 'caso Novamusa”. Ma se oggi Crocetta revoca le gare sui servizi aggiuntivi commette un gravissimo errore”. Dopo lo “scoppio” della vicenda che ha riguardato la società guidata da Gaetano Mercadante, il governatore ha puntato il dito sulle nuove gare per la concessione degli appalti per biglietterie, bookshop e caffetteria nei siti archeologici siciliani. Ma l'ex assessore alla Cultura Uccio Missineo mette in guardia il presidente della Regione: “Stia attento agli slogan. Molte delle cose che dice sono impossibili da fare”.

Perché impossibili? Il presidente Crocetta ha detto che le gare potrebbero essere revocate in autotutela.
“È impossibile perché la procedura di gara è stata completata e ormai si è nella fase di assegnazione definitiva ai vincitori delle gare. Ma io dico di più: la scelta del governatore sarebbe anche incauta, inopportuna e incoerente”.

Ci spieghi meglio.
“I vincitori potrebbero (e lo farebbero sicuramente) avviare cause per risarcimenti milionari, per questo ritengo 'incauta' la dichiarazione del presidente. Ma anche inopportuna perché una mancata assegnazione a nuovi concessionari consentirebbe ai vecchi concessionari di continuare ad esercitare la propria attività grazie alla proroga in essere”.

E fra questi, anche la Novamusa?
“Certamente. Il paradosso potrebbe essere proprio questo: la Novamusa continuerebbe a trattenere i ricavi”.

Resta l'ultima “i”: un decisione incoerente. Perché?
“Perché non possiamo affidare il servizio di biglietteria ai precari: verrebbe meno da parte dei concessionari la sostenibilità economica”.

Insomma, non sarebbe più conveniente per il privato vincere la gara...
“Ovvio. Il modello dei servizi aggiuntivi, normato all'articolo 115 del codice dei Beni culturali, si basa sulla concessione a privati dei servizi di biglietteria, bookshop, caffetteria, servizi didattici, guardaroba ed organizzazione di mostre: da una parte l'istituzione modernizza il sito offrendo servizi "aggiuntivi" (onerosi e spesso in perdita) compensando con la gestione dei servizi di biglietteria (ad alto margine)”.

Quindi il vero guadagno sta nella biglietteria.
“Esatto. Far gestire alla Regione il servizio più reddittizio affidandolo ai precari, renderebbe squilibrato il modello a sfavore dei concessionari che dovrebbero gestire i servizi meno redditizi”.

Eppure Crocetta insiste: fuori Mercadante, dentro i precari. E visto quello che gli inquirenti stanno portando alla luce, forse le parole del governatore hanno anche un senso. Il rischio che i privati possano lucrare su queste gare oggi appare forte.
“Non più. Consapevoli dei problemi legati ai mancati versamenti di Novamusa, nel nuovo bando sono state inserite della clausole di garanzia per la Regione quali alte fidejussioni e prepagamento dei biglietti. Non ci saranno altri 'casi-Novamusa”.

Lei quindi invita il governatore a non stoppare queste gare, ad andare avanti.
“Più che altro spero che Crocetta abbia valutato la percorribilità della revoca in autotutela in questa fase in cui sono state assegnate definitivamente le concessioni: la soluzione delle procedure potrebbe essere molto onerosa per la Regione che potrebbe dover pagare risarcimenti significativi. Tra l'altro, e l'aspetto non mi pare affatto secondario, i vincitori delle gare sono tutti operatori nazionali solidi e affidabili quali Civita, Prc-Codess e Munus”.

E invece, al loro posto potrebbero arrivare decine di precari...
“A questo proposito rifletterei anche su un punto: siamo sicuri che questi precari abbiano le professionalità necessarie? Siamo certi che possiamo diventare direttamente gestori di ristoranti e librerie? Samo sicuri che non abbatteremmo la qualità del servizio solo per dare una occupazione a operatori dequalificati? E se l'operazione degli assessori testimonial della Sicilia nel mondo (Battiato e Zichichi) avesse il successo che merita, siamo sicuri che potremo offrire un servizio all'altezza?”.

Perché tutti questi dubbi sull'utilizzo dei precari? È così necessario affidarsi a società specializzate, a esternalizzare i servizi?
"Va compresa innanzitutto una cosa: i servizi aggiuntivi non sono costi aggiuntivi (come dice Crocetta) ma sono ricavi aggiuntivi che la Regione non potrebbe perseguire perché impossibilitata a farlo: sono opportunità di ampliamento del servizio a turisti ed utenti sempre piú esigenti che non vogliono più solo l'opera d'arte ma vogliono vivere una esperienza come pranzare dentro un sito archeologico o far interagire i bambini con nuove modalità didattiche. Ribadisco: queste cose possono farle i nostri precari? O stiamo semplicemente replicando esperienze come quelle degli ex lavoratori di Spatafora che da venditori di scarpe si sono ritrovati a fare i custodi nei nostri musei?”.

Secondo il presidente, probabilmente, si potrebbe garantire un servizio e allo stesso tempo intervenire su un'emergenza occupazionale. Che male c'è?
“In realtà non dobbiamo dimenticare che utilizzando i precari non faremmo altro che far perdere altri posti di lavoro: mi riferisco a quelli dei dipendenti dei concessionari in essere o in liquidazione. Si tratta, in questo caso, di gente qualificata che grazie alla clausola di solidarietà inserita nei bandi verrebbe recuperata dai nuovi concessionari. Insomma, andando avanti con le gare non si perderebbe nemmeno un posto di lavoro”.

La sua, però, pare una “difesa d'ufficio”. Fu proprio durante la sua esperienza al governo, se non sbaglio, che furono pubblicati i bandi che adesso Crocetta vuole cancellare.
“Certamente. Io ho puntato molto su questi bandi durante il mio mandato per una serie di motivi: innanzitutto perché avrebbero reso i nostri musei e parchi in linea con i più importanti musei del mondo. Poi anche perché avrebbero messo ordine in un comparto gestito da concessioni deboli ed infine perché solo con l'ingresso dei nuovi concessionari avrei potuto mandar via vecchi. Prima fra tutti proprio Novamusa. Revocare i bandi ora, insomma, significherebbe tenere dentro ancora Novamusa. Mi sembra paradossale”.

Ma il governatore sembra molto deciso: ha annunciato che metterà mano pesantemente sul settore.
“Io mi chiedo perché Crocetta voglia radere tutto al suolo. Perché, semmai, non si inizia un serio percorso di privatizzazione dei Beni culturali che oggi è l'unica via per la reale valorizzazione dei nostri tesori? Lasciamo ai privati il ruolo di promuovere, valorizzare e far fruire i nostri patrimoni e la Regione si tenga (come dice il codice) la tutela, la conservazione e la custodia”.

Una cosa è certa: finora il sistema non è che abbia funzionato granché: i nostri siti archeologici e i nostri musei sono spesso chiusi. A volte, e pare davvero assurdo in una Regione con oltre 25 mila dipendenti (compresi i lavoratori delle società partecipate) per la mancanza di... custodi.
“Proprio così. Ed è appunto sui custodi che bisogna lavorare: non possiamo permetterci di avere i musei chiusi per mancanza di risorse. Se Crocetta vuole impiegare i precari, insomma, li utilizzi per rafforzare i servizi di custodia che darebbero la possibilità di tenere aperti i musei la sera, le domeniche e i festivi”.

E i privati continuerebbero a occuparsi del resto.
“Certo, ma non Novamusa. A meno che Crocetta davvero non decida di revocare quelle gare e di lasciare a loro, così, la gestione di quei servizi”.