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Barcellona Pozzo di Gotto

Omicidio Isgrò, attesa per l'autopsia
Nel 1996 stesso destino per lo zio


L'esame autoptico sarà effettuato all'ospedale Garibaldi di Catania. Intanto, emerge un particolare nel passato della famiglia della vittima: lo zio fu ucciso a colpi d'arma da fuoco nel febbraio 1996.

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PALERMO - Sarà effettuata domani, all'ospedale Garibaldi di Catania, l'autopsia sul corpo di Giovanni Isgrò, il 22enne assassinato nella serata di sabato scorso a Barcellona Pozzo di Gotto. Già questa mattina il sostituto procuratore Fabio Sozio, titolare delle indagini, conferirà l'incarico al medico legale. Intanto, emerge un particolare nel passato della famiglia di Isgrò: lo zio, Emanuele Minolfi, fratello della madre di Isgrò, infatti, fu ucciso anche lui a colpi d'arma da fuoco nel febbraio 1996. L'uomo, incensurato, insegnante di scuola guida, fu ucciso dopo aver parcheggiato la sua auto sotto casa poco dopo le 20.

Intanto, i carabinieri battono ogni pista investigativa per far luce sul delitto di sabato. Un delitto che per il luogo e l'orario in cui è stato consumato (all'interno di un salone da barba in pieno centro, alle 20.15) preoccupa sia la popolazione che gli investigatori. I sicari hanno agito con estrema freddezza.

I due uomini incappucciati che hanno freddato Giovanni Isgrò, armati di una pistola e di un fucile a canne mozze, hanno compiuto la loro missione di morte senza intoppi. Infine la vettura rubata, pronta per la fuga, poi abbandonata, in fiamme , in località deserta, sotto il ponte dell'autostrada al confine con Milazzo. La somma degli elementi offre agli investigatori dell'Arma una chiave di lettura abbastanza specifica: chi ha sparato sembra far parte del crimine organizzato: quello che non lascia nulla al caso. Le indagini dovranno stabilire il movente che sta dietro all'omicidio.