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nella giornata mondiale della disabilità

Otto centri socio-educativi
contro il blocco dei fondi


In occasione della Giornata mondiale della Disabilità, otto centri Socio Educativi hanno manifestato presso l'aula Rostagno del Comune per il blocco dei finanziamenti alle loro strutture. All'assemblea ha preso parte anche il Presidente del Consiglio comunale Totò Orlando. Al centro del dibattito i diritti dei disabili coinvolti in uno stato di abbandono dal 28 ottobre, VIDEO.

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PALERMO - Il 3 dicembre ricorre la Giornata Mondiale della Disabilità, come stabilito dal Programma di azione mondiale per le persone disabili, adottato nel 1982 dall’Assemblea Generale dell’Onu. Dignità, diritti e benessere sono i temi al centro di questa iniziativa mondiale. Nessun festeggiamento, però, a Palermo per associazioni e cooperative che compongono la Rete dei Centri Socio Educativi per disabili gravi. Otto centri Socio Educativi hanno manifestato quanto tali concetti siano totalmente velleitari ed estranei alle strutture in cui operano attraverso un'assemblea svoltasi presso l'aula Rostagno del Comune, a cui ha preso parte anche il Presidente del Consiglio comunale Totò Orlando.

Dal 28 ottobre, infatti, i centri non ricevono più alcun finanziamento per portare avanti i servizi di assistenza di cui si occupano, con disagi nei confronti dei disabili e dei genitori che vi lavorano insieme ad alcuni professionisti, senza retribuzione. A risentire della chusura delle strutture, inoltre, saranno un centinaio di operatori del settore che incrementeranno ulteriormente il problema della disoccupazione sociale.

A sollevare il problema Fiorella Acanfora, responsabile di uno dei centri Socio Educativi e madre di un disabile: "Viviamo quotidianamente queste problematiche. Siamo attivi 24 ore su 24 e ci sostituiamo allo Stato per assistere i nostri figli. In questo momento alcuni nostri operatori fanno attività di volontariato per non lasciare i nostri figli in casa e far perdere loro questo tesoro accumulato negli anni. I ragazzi se non fanno le stesse attività per due giorni dimenticano già quanto fatto. E' una situazione insostenibile". La portavoce della Rete dei Centri Socio Educativi, Marilina Munna ha spiegato che il passo avanti da compiere è quello di far diventare le attività dei centri dei servizi di eccellenza. "I centri hanno storie anche ventennali - ha detto la Munna - non sono nati ieri. Nel 2009 questi servizi sono stati implementati grazie alla 328/2000, legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. Oggi la risposta forte che ci aspettiamo è che venga dato seguito al di là di questa legge. E' inconcepibile che dopo aver costruito questi servizi a misura dei ragazzi, vengano chiusi".

A difendere i diritti dei disabili coinvolti in questo stato di abbandono il Maurizio Li Muli, Consigliere di Circoscrizione e Presidente III Commissione "Attività Sociali". "I centri socio educativi - ha dichiarato Li Muli - sono servizi essenziali. L'assessore Agnese Ciulla dice che esiste la legge 328 per venire incontro ai servizi dei disabili. Questo non basta. Ci sono ragazzi che hanno bisogno di un'assistenza continua e non si possono lasciare due o tre mesi a casa".
"Si dice che i fondi non esistono - ha continuato Li Muli a proposito di fondi residuali in rimpallo tra Regione e Comune - ma non è vero. L'assessore Agnese Ciulla afferma che i progetti hanno un inizio e una fine. Verranno messi al bando e non si avrà la certezza che quest'ultimo verrà vinto. Ciò che chiediamo è che vengano garantiti i servizi",
Il consigliere di Circoscrizione ha comunicato poi di aver già avanzato una proposta di delibera al sindaco Orlando per dare vita ad una consulta a costo zero per le persone con disabilità. Il Presidente del Consiglio comunale Totò Orlando ha prontamente risposto di voler assumere l'impegno formale in merito a tale proposta e ha cercato di calmare le acque rilanciando un prossimo incontro per discutere di tali problematiche: "Giorno 6 dicembre ci sarà una conferenza dei sindaci che rimanderà ad un comitato tecnico le decisioni riguardanti i centri di cui vi occupate. Il Consiglio comunale non ha competenze nella programmazione di questi servizi in quanto la 328/2000 e 285/97 vanno fuori programmazione consiliare. Assumiamo l'impegno di seguire con attenzione la vicenda, insieme a voi e di vedere l'assessore Ciulla insieme a voi. Vogliamo trattare il tema con la giusta considerazione".