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LA SENTENZA

Sferracavallo, pizzo a una macelleria
Condannato a sei anni e mezzo


Salvatore Randazzo, detto razzatinta, sarebbe il responsabile di una lunga scia di intimidazioni ai danni dei titolari di una macelleria di Sferracavallo. Il tribunale lo ha condannato a sei anni e mezzo di carcere.

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PALERMO - Prima un furto, poi il taglio dei cavi dell'energia elettrica, infine l'incendio della saracinesca. Salvatore Randazzo, detto razzatinta, sarebbe il responsabile di una lunga scia di intimidazioni ai danni dei titolari di una macelleria di Sferracavallo. Il tribunale lo ha condannato a sei anni e mezzo di carcere. Accolta la richiesta dei pubblici ministeri Amelia Luise e Annamaria Picozzi

Quando ad aprile del 2010, la coppia che gestiva l'attività commerciale trovò le serrature bloccate con la colla attak decise che era giunto il momento di dire basta. Ai poliziotti la donna raccontò della visita di Randazzo, uomo del clan di San Lorenzo nel suo locale: “Ha parlato con il mio compagno, dicendo che erano cose da uomini, ma io mi sono messa vicino per sentire cosa dicevano. Randazzo disse 'qui c'è un mio amico che deve campare', ma quel tipo era venuto la settimana prima a chiedere un chilo di carne per i carcerati e la storia mi insospettì. A quel punto intervenni e li mandai via”. Nel pomeriggio la donna e il compagno decisero di raggiungere Randazzo nella friggitoria che gestiva a Tommaso Natale. Fu lì che gli dissero che se le intimidazioni fossero proseguite sarebbero andati dritti alla polizia. Detto, fatto.

La donna ha poi riconosciuto, senza esitazione, Randazzo in aula. Nel frattempo la sua attività ha conosciuto un declino inarrestabile fino alla chiusura. La gente del quartiere non ha gradito il suo gesso di coraggio.