Scontrini e ricevute non registrati| Il ristorante dichiarava solo 1 euro - Live Sicilia

Scontrini e ricevute non registrati| Il ristorante dichiarava solo 1 euro

L'ingresso del locale

Un'evasione di oltre un milione di euro è valsa la denuncia per Vincenzo Favaloro, titolare del ristorante Alla corte dei normanni di Sferracavallo. Subito scattato il "sequestro preventivo per equivalente" dei beni intestati o comunque riconducibili al commerciante, che tramite il suo avvocato risponde: "Non hanno tenuto conto di alcune carte. Davanti al Tribunale faremo valere le nostre ragioni".

A sferracavallo
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PALERMO – Aveva intestato una Porsche Cayenne Turbo e guidava una potente Yamaha Dragstar, sequestrata dalle autorità. Eppure il ristorante di cui era titolare aveva presentato per gli anni 2009 e 2010 dichiarazioni fiscali con un reddito pari ad 1 euro. Lo ha scoperto la guardia di finanza, così Vincenzo Favaloro, trentasettenne, titolare del ristorante “Alla corte dei normanni” di Sferracavallo è stato denunciato. Nell’attività è stato anche trovato un lavoratore in nero. Ai clienti venivano rilasciati scontrini e ricevute fiscali che non venivano trascritti nella contabilità e quindi nella dichiarazione dei redditi. Secondo le fiamme gialle il ristoratore, dal 2009 al 2011, ha nascosto all’erario oltre 1 milione di euro di ricavi e non versato imposte (Iva, Irap e Irpef) per quasi 200 mila euro. E’ scattato il “sequestro preventivo per equivalente” dei beni intestati o comunque riconducibili al commerciante al fine di garantire il credito vantato dallo Stato. I sigilli sono stati posti su tre autovetture.

 “All’accertamento della Guardia di Finanza sono stati allegati dei prospetti contabili in cui sono state fatte rilevare delle spese, tenendo conto delle quali non vi sarebbe reato”. Lo dice l’avvocato Fabrizio Biondo che difende il ristoratore Vincenzo Favaloro. “Di queste spese non si è potuto tenere conto in ragione di una particolare procedura di accertamento – prosegue – che i militari della guardia di finanza hanno utilizzato. Davanti al Tribunale faremo valere le nostre ragioni”.


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