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Il ritratto di Giovanni Ardizzone

Chi è il politico riservato
successore di Cascio


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Giovanni Ardizzone

Avvocato messinese, alla quarta legislatura, è il politico più vicino a Gianpiero D'Alia. Discreto e riservato, ma anche agguerrito polemista a suon di comunicati stampa, è stato anche vicesindaco di Messina

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PALERMO- Quella cominciata oggi per lui sarà la quarta legislatura. E sarà una legislatura speciale, visto che sarà lui a guidarla dalla poltrona più alta di Palazzo dei Normanni. Giovanni Ardizzone, avvocato messinese grande amico di Gianpiero D'Alia, è il successore di Francesco Cascio sul primo scranno di Sala d'Ercole.

Quarantotto anni a gennaio, laurea in giurisprudenza nel 1989, militanza democristiana di lungo corso, Ardizzone cominciò a muovere i primi passi in politica vicino a Pippo Naro, per poi da subito avvicinarsi a D'Alia. Nell'Udc, anche ai tempi del regno di Totò Cuffaro, Ardizzone ha sempre fatto parte di quella sorta di “repubblica autonoma” messinese guidata da D'Alia (proveniente dal Ccd, a differenza da cuffariani e romaniani che venivano dal Cdu), che sfuggiva al controllo diretto dei vertici siciliani dello scudocrociato in quanto legata strettissimamente a Pierferdinando Casini.

Ardizzone è stato fin qui un deputato attivo. Nella sua prima legislatura all'Ars, eletto nel Ccd (correva l'anno 2001), fu presidente della commissione Affari Istituzionali e produsse 13 disegni di legge da primo firmatario. Nella sua seconda legislatura fu eletto quasi raddoppiando il numero di preferenze ottenute e divenne deputato questore. Nell'ultima legislatura è stato presidente del collegio dei questori e ha presentato 10 disegni di legge e 34 interrogazioni parlamentari. Prima di diventare “onorevole” Ardizzone era stato assessore provinciale a Messina. Dal 2008 al 2010 è stato vicesindaco della città dello Stretto.

Sposato, una figlia, su Facebook dal febbraio 2009, nella sua bacheca si parla quasi esclusivamente di politica. Si è sempre interessato di cultura, appassionato di storia patria, da assessore diede vita alle notti bianche a Messina. Discreto, molto riservato e parco di parole, in Aula e soprattutto nei comunicati stampa non le manda a dire, con quello stile molto diretto che lo accomuna al segretario D'Alia. Negli ultimi due anni ha polemizzato un po' su tutto, dalla possibile nomina di Patrizia Monterosso a vicecommissario del Comune di Palermo alle nomine della Sanità, passando per le assunzioni al Cas, il Polo oncologico, il Ponte sullo Stretto. Ogni occasione è stata buona per attaccare Raffaele Lombardo, nemico giurato della sua Udc. Ma erano altri tempi. Oggi è l'era della riappacificazione e da presidente Ardizzone dovrà sotterrare l'ascia di guerra per sfoderare la democristiana arte del dialogo.