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Le reazioni

Coro di critiche al professore
Legambiente: "Parole vecchie"


Le parole di Zichichi non sono passate inosservate e il sentimento più diffuso è la contrarietà. Fontana: "Le sue posizioni rappresentano il passato". Contrarie anche le forze politiche.


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PALERMO - L'auspicata felicità di Antonio Zichichi nel vedere una Sicilia sostenuta dall'energia nucleare deve fare i conti con alcune dure reazioni dei siciliani, tramite partiti e associazioni. Da Legambiente al Pd, da Alleanza per l'Italia al Partiro dei siciliani, le parole del neoassessore regionale ai Beni culturali non sono passate inosservate e il sentimento più diffuso è la costernazione. E tutti ricordano che sono stati gli italiani a dire no al nucleare e che il futuro della Sicilia dovrebbe andare in un'altra direzione, più sostenibile.

Legambiente, che già nei giorni passati aveva espresso una forte perplessità sulla possibilità di guida dell'assessorato “a distanza” (Zichichi è infatti residente a Ginevra), ha rincarato la dose tramite le parole del presidente regionale Mimmo Fontana: “Posizioni come quella di Zichichi rappresentano ormai il passato - ha affermato -. La storia dell'umanità va in un'altra direzione. Zichichi profonda le sue energie per ricostruire il settore dei Beni culturali, strategico per la Sicilia”. Fontana ha ricordato anche che gli italiani hanno votato in due diverse occasioni sul nucleare e il risultato non sarebbe arrivato per sfiducia nella scienza, ma per la pericolosità della tecnologia stessa.

Anche Giovanni Panepinto, deputato regionale del Pd, ha ricordato che “la Sicilia ha già detto ‘NO’ al nucleare, con un ordine del giorno presentato dal Partito democratico e votato dall’Assemblea regionale siciliana il 20 gennaio 2010”. L'Ars con quel voto si è impegnata infatti a contrastare qualsiasi forma di installazione di centrali nucleari. Carmelo Galati Tardanico responsabile per la Sicilia dell’Angia (Associazione Italiana Giovani Architetti) e segretario dell'associazione Fare Città, ha invece ritenuto le parole di Zichichi “fuori luogo e al di fuori di ogni ogni contesto di sviluppo sostenibile del territorio siciliano le parole dell’Assessore Zichichi circa il riempimento del territorio della Sicilia di centrali nucleari”.

Nella stessa direzione le parole di Bartolo Fazio, coordinatore regionale Alleanza per l'Italia, che ha auspicato uno sforzo del Governo nel trovare “soluzioni capaci di coniugare esigenza di crescita economica e salvaguardia del territorio, con proposte che siano al tempo stesso adeguate e vantaggiose. In questo senso non ci sentiamo di condividere quanto affermato dal neo assessore Zichichi, il quale auspicherebbe addirittura l’installazione di tante centrali nucleari nella nostra regione. Proposte del genere non tengono in alcuna considerazione le caratteristiche della Sicilia e, siamo certi, aprirebbero in questa terra, un’ennesima, insopportabile, piaga”.

Anche dal Partito dei Siciliani si alzano voci di dissenso, con le parole del coordinatore regionale Rino Piscitello che ha invitato il professore “a rendersi conto che le responsabilità concrete di un uomo politico, quale ormai lui dovrebbe essere, sono assai diverse da quelle di uno scienziato”. E dalle reazioni arrivano anche appelli al nuovo presidente della Regione Rosario Crocetta. Fabio Granata, vicecoordinatore di Fli, ha dichiarato: “Non ho capito se la dichiarazione di Zichichi sulle centrali nucleari sia autentica o se siamo su ‘Scherzi a parte”, per poi aggiungere “Crocetta è d'accordo? Qualcuno avvisi il neo assessore che un referendum ha bandito definitivamente il nucleare”. Anche Legambiente si è rivolta al governo, augurandosi che possa “rappresentare un momento di emancipazione culturale della nostra regione”.

Critico anche Fabrizio Ferrandelli, deputato Pd all'Ars: “Sappia Zichichi che sul nucleare dovrà passare sul mio corpo e credo su quello di tanti altri. È inconcepibile sentire parlare ancora di nucleare – ha continuato - quando la nostra terra ci offre energie alternative e rinnovabili che consentono un notevole risparmio di denaro nel pieno rispetto dell'ambiente, senza considerare i rischi che il nucleare porta inevitabilmente con sé. Da consigliere comunale ho promosso anche io la campagna di raccolta firme per l’indizione del referendum contro il nucleare e gli italiani hanno detto chiaramente come la pensano. Ritengo che parlare oggi di nucleare sia anacronistico, oltre che inaccettabile”.