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Eccellenze imprenditoriali?
In Sicilia non mancano


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La società multinazionale di rating del Gruppo Crif, ha assegnato il valore più alto, Rating 1, a cento realtà locali. L’attestato certifica il massimo grado di affidabilità commerciale per un’azienda, il che testimonia la capacità di molte aziende siciliane di essere competitive nel tessuto economico contemporaneo.

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PALERMO – La Sicilia è ancora la casa di eccellenze imprenditoriali. Sono circa un centinaio le aziende e imprese del territorio palermitano che hanno dimostrato solidità e capacità di investimento, tra cui la Sicurtransport rappresentata alla cerimonia da Luciano Basile. La società multinazionale di rating Cribis D&B, del Gruppo Crif, ha assegnato il valore più alto, Rating 1, a cento realtà locali. L’attestato certifica il massimo grado di affidabilità commerciale per un’azienda, ciò testimonia la capacità di molte aziende siciliane di essere competitive nel tessuto economico contemporaneo. Le aziende presenti non sono tutte realtà imprenditoriali iscritte all’associazione degli industriali, infatti, delle quasi cento azienda: solo 33 sono associate a Confindustria.

Nella sede di Confindustria oggi sono stati conferite le certificazioni di Rating 1 all’interno del convegno “Evoluzione degli strumenti di analisi: come tutelarsi dal rischio di insolvenza”. Durante la manifestazione sono state presentate anche le analisi sulle capacità e abitudini di pagamento delle imprese siciliane. “Confindustria Palermo inoltre ha voluto premiare con un buono di tre report D&B tutte le aziende di eccellenza, non associate a Confindustria Palermo. E’ un segnale di attenzione – ha spiegato il presidente degli industriali Alessandro Albanese – verso il mondo dell’economia”.

La Cribis D&B, nella ricerca presentata al convegno, ha elaborato alcuni dati e classifiche sulla capacità di pagamento puntuale delle imprese siciliane. Solo il 35,2 percento delle imprese paga i fornitori in tempo, un dato più basso della media nazionale che si attesta al 46,8 percento.  In termini di Rating non si può fare una classifica – spiega Massimo Mazzarol direttore commerciale di Cribis D&B - sulla base del nostro programma 'pagamenti' possiamo parlare di puntualità. Siamo in grado di dire che le aziende del Nordest sono più puntuali nei pagamenti, nella fascia del Centrosud invece abbiamo percentuali altissime di ritardo di pagamento”. Nello specifico, si possono includere nelle categorie delle imprese puntuali, che hanno cioè pagato le fatture puntualmente, con il 35 percento. Chi ha saldato entro i trenta giorni rappresenta il 53,9 percento, mentre il ritardo grave, oltre i 90 giorni, ha invece riguardato l’1,6 percento del totale siciliano.

Passando in rassegna provincia per provincia, il primo posto spetta alle imprese di Enna, con il 39,8 percento di pagatori puntuali. Subito a seguire le provincie di Trapani e Siracusa, rispettivamente il 39,6 e il 39,5 di pagatori puntuali. Chiude la classifica delle province con aziende puntuali nel pagamento: Agrigento con il 31,9 percento. Palermo e la sua provincia hanno un numero di aziende puntuali del 34 percento. Dall’analisi emerge anche come siano le imprese più piccole, le microimprese, ad essere le più puntuali con il 36,8 percento, mentre le grandi imprese si fermano all’11,5 del totale. Anche il settore di riferimento incide in modo importante sulla capacità di essere in tempo con i pagamenti. I migliori risultati, infatti, li realizzano i servizi finanziari, con percentuale di buoni pagatori superiore al 53 percento. Di contro, però la piccola industria e l’edilizia scendono, o sfiorano, il 30 percento.

“Il fatto che la percentuale di imprese che ritarda i pagamenti sia migliorata in Sicilia, pur rimanendo al di sotto della media nazionale, non deve però trarre in inganno - commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di Cribis D&B - Sono infatti molte le imprese che hanno incorporato i ritardi nei termini contrattuali, concedendo dilazioni nei pagamenti ai propri clienti e, soprattutto, sono molte le imprese che hanno riscontrato insoluti. Riteniamo però che le imprese stiano reagendo nel modo