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SAN GIUSEPPE JATO

Sequestrata impresa edile
riconducibile a boss locali


La Questura di Palermo ha sequestrato un'impresa edile di San Giuseppe Jato riconducibile a Giuseppe Bommarito (nella foto), già condannato per associazione mafiosa ed estorsione. Bommarito conduceva la sua attività con l’assegnazione di lavori pubblici e privati ottenuti grazie a pressioni di boss mafiosi locali.

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Giuseppe Bommarito
SAN GIUSEPPE JATO (PA) -
Sequestro lampo quello effettuato stamani dalla Questura di Palermo nei confronti di un'impresa edile riconducibile a Giuseppe Bommarito, nato il 12 marzo del '44, già condannato in via definitiva a 10 anni e 6 mesi di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione con obbligo di soggiorno a San Giuseppe Jato per quattro anni. Bommarito è conduceva la sua attività con l’assegnazione di lavori pubblici e privati ottenuti grazie a pressioni e segnalazioni di boss mafiosi locali.

L’odierno provvedimento si ricollega ad altro analogo emesso in passato dal Tribunale a seguito di una proposta avanzata dalla locale Procura della Repubblica. In quell' occasione erano state sequestrate e poi confiscate nel 2007. Si è giunti così all’individuazione della ditta individuale denominata “BOMMARITO Giuseppe Antonio”, figlio dell'arrestato.

Le indagini svolte hanno permesso di dimostrare che Giuseppe Bommarito, è il reale proprietario dell’impresa formalmente intestata al figlio, avviata già nel 2008, e nella quale è confluita in buona parte la stessa forza lavoro. L'impresa sotto sequestro era attualmenteoperativa in due cantieri di lavoro, l’uno sito in Torretta Contrada Piano dell’Occhio che si occupa della ristrutturazione di un complesso per agriturismo, l’altro sito a Palermo in via VaI di Noto, dove sono in corso opere di ristrutturazione di un condominio.