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Tutto pronto per il rimpasto
Vicepresidenza alla Caronia?


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PALERMO - Alla Provincia sembra tutto pronto per il rimpasto di giunta. Dopo settimane di febbrili trattative, infatti, i partiti avrebbe raggiunto un accordo di massima che verrà ufficializzato tra venerdì e lunedì, consentendo a Palazzo Comitini di avere nuovamente una giunta al completo.

Un problema, quello del rimpasto, che si trascinava da tempo e che era finito al centro prima della campagna elettorale, con scontri tutti interni al Pdl e cinque assessori dimessisi per candidarsi, e poi del dopo-voto con veti incrociati e trattative serrate per la spartizione delle poltrone. Trattative che avevano messo a rischio, e in realtà lo mettono tutt’ora, perfino il bilancio.

La Provincia, infatti, non ha ancora approvato la manovra di previsione del 2012, con un ritardo di oltre un mese rispetto all’ennesima proroga del governo che scadeva a ottobre. Per non parlare dell’assestamento. Una situazione dovuta, fra le tante cose, proprio ai contrasti interni alla maggioranza e in particolar modo al Pdl. I consiglieri berlusconiani, infatti, hanno presentato qualcosa come 300 emendamenti allo schema della propria giunta: una prova di forza per costringere il partito ad ascoltarli e accontentarli nel rimpasto di giunta.

E dopo settimane di scontri, proprio il Pdl dovrebbe aver trovato la quadratura del cerchio su almeno cinque dei sei posti a disposizione. Sabato scorso si è tenuta una riunione che ha destinato una poltrona da assessore al consigliere Mauro Di Vita, in quota Scoma; all’ex vicepresidente dell’Amat ed ex sindaco di Partinico Giuseppe Giordano, in quota Milazzo (primo dei non eletti alle Regionali); a due ex assessori, dimessisi per candidarsi alle Regionali ma risultati non eletti come Piero Alongi, vicino al presidente del Senato Renato Schifani, e Giuseppe Di Maggio in quota Misuraca; e la quinta dovrebbe andare all’area dell’ex presidente dell’Ars Francesco Cascio, che in un primo momento aveva optato per Andrea Aiello, entrato a Sala Martonara pochi giorni fa e già candidato con la Caronia alla presidenza della Quinta circoscrizione, fallita per pochi voti, ma che ha dovuto ripiegare su Tiziana Lo Cacciato, anche lei candidata alla presidenza della Quinta circoscrizione ma con l’Udc. Il veto su Aiello, infatti, sarebbe stato opposto da gran parte del partito in rivolta per la prospettiva di un premio al candidato che, staccandosi dal Pdl e andando con la Caronia, ha di fatto determinato la sconfitta di Umberto Lo Sardo.

Il sesto posto, invece, resta al centro dello scontro politico fra Dario Falzone da un lato, già assessore dimessosi a settembre per candidarsi alle Regionali, di area ex An, e la coordinatrice provinciale Simona Vicari che invece vorrebbe una donna, ovvero la fedelissima Manola Albanese, candidata alle ultime elezioni e piazzatasi come migliore fra le donne, anche per dare una rappresentanza “rosa” in giunta.

Scelte che hanno provocato più di un malumore non solo nelle stesse correnti, visto che l’ingresso di Alongi comporterebbe l’uscita di Michele Nasca e il ritorno dei vecchi assessori lascerebbe a bocca asciutta quanti li hanno sostenuti elettoralmente mirando a quel posto, ma anche fra i consiglieri e dentro il partito. Rischia di scoppiare, infatti, il caso Caputo: il deputato monrealese riconfermato all’Ars, infatti, sarebbe l’unico degli eletti a restare fuori dalla spartizione.

Polemiche a parte, il Pdl in questo modo otterrebbe un posto in più rinunciando però alla vicepresidenza: quella verrebbe ceduta al Pid, che manterrebbe quattro posti. Certo l’ingresso in giunta di Marianna Caronica, prima dei non eletti all’Ars col Cantiere popolare e battuta al fotofinish da Clemente per una manciata di voti: in questo modo la già candidata a sindaco di Palermo si garantirebbe una sistemazione di tutto rispetto fino alle prossime Politiche, a cui si dice abbia intenzione di candidarsi per volare a Roma. Un tempismo perfetto, visto che il mandato a Palazzo Comitini scadrebbe poco dopo. Ma la Caronia, secondo alcune voci, mirerebbe proprio alla vicepresidenza per dare maggior prestigio alla permanenza in via Maqueda. Il suo ingresso determinerebbe, però, le dimissioni dell’attuale assessore Paolo Porzio della sua stessa corrente. Gli altri due posti dovrebbero andare ad altri gruppi minori, che puntellerebbero così la maggioranza.

“In questi giorni avremo alcuni incontri con gli alleati – dice a Livesicilia il presidente della Provincia Giovanni Avanti - e tra venerdì e lunedì dovremmo definire il quadro della prossima giunta”. Un’urgenza dettata non solo dalla necessità di sbloccare al più presto il bilancio, ma anche per nominare un nuovo vicepresidente e ristabilire il plenum della giunta che ormai manca da tempo, come oggi in Aula ha sottolineato il capogruppo del Pd Gaetano Lapunzina. Ma il democratico si è spinto anche più in là: ha infatti scritto per la seconda volta agli organi competenti per chiederne l’intervento, minacciando addirittura di rivolgersi alla giustizia per denunciare l’omissione d’atti d’ufficio del presidente Avanti.