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La prima seduta

Ardizzone col brivido
Sfugge ai franchi tiratori


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Il presidente Ardizzone all'Ars

Giovanni Ardizzone è il nuovo presidente dell'Ars. Ma è stata un'elezione sul filo di lana: alla conta finale mancano 16 voti. A consumare la rottura, secondo voci di Palazzo, un pezzo del Pd e i deputati crocettiani. Ma l'asse con Castiglione regge e  i "sicilianisti" gridano all'inciucio. LA DIRETTA DELLA SEDUTA

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PALERMO-  Alla fine Giovanni Ardizzone lo salva, alla luce del sole, il patto col centrodestra. La pattuglia di Pdl, Cantiere popolare e Lista Musumeci rispetta l'accordo raggiunto alla vigilia, o almeno tanto assicurano i leader della coalizione, e porta in dote al deputato messinese il pacchetto di voti decisivi per l'elezione. Nella coalizione di Crocetta invece qualcosa si rompe. Alla fine, all'appello per Ardizzone, eletto col brivido, 46 voti, il minimo indispensabile, mancano 16 voti dei 62 che maggioranza e opposizione avrebbero dovuto garantire al deputato vicino a Gianpiero D'Alia.

Qualcosa, inevitabilmente, non sarà arrivata dal centrodestra, e ci può stare, anche se Pdl e alleati assicurano la propria compattezza. Ma voti pesanti, anzi pesantissimi, si sono persi per strada proprio nella coalizione di Crocetta. Indiziati, secondo il mormorare del Palazzo, pezzi di Pd e crocettiani. Sarebbero stati loro a fare esplodere i mal di pancia della vigilia, tentando di sparigliare magari per riaprire un dialogo con il blocco sicilianista con cui quest'anima dei democratici ha sempre dialogato bene nella scorsa legislatura. Non è un segreto che la scelta di affidare all'Udc la presidenza dell'Ars non è piaciuta a parte del partito. I più irrequieti alla vigilia sembravano i cinque deputati del gruppo di Antonello Cracolici, che aspirava alla carica andata ad Ardizzone. Altri scontenti li aveva fatti Crocetta negando l'ingresso in giunta ai politici di professione. Si è arrivati così all'appuntamento di oggi con un clima avvelenato. E quando sembrava che l'intesa fosse cosa fatta, dopo la prima chiama i campanelli d'allarme sono suonati, eccome. Tanto che alcuni dei deputati che più si erano spesi alla vigilia per trovare la quadra su Ardizzone sono apparsi parecchio allarmati. Ed è a quel punto che è andato in scena il siparietto del “per”. Una chicca di folklore, poteva sembrare a un primo sguardo, ma non lo era. Giovanni Greco, che presiedeva la seduta, ha specificato che si poteva votare solo “con il segno per”, cioè con la x. Una precisazione che ha tagliato le gambe a qualsiasi tentativo di voto controllato interno alla maggioranza, tanto da scatenare qualche battibecco con un paio di deputati dell'Udc. Liberi tutti, a quel punto. E si è sfiorato il patatrac. Dice Giuseppe Castiglione, coordinatore del Pdl, che si è evitata una pagina nera per l'Ars. Sicuramente si è evitata una pagina nera per Giovanni Ardizzone: sarebbe bastato un voto in meno per azzoppare la sua candidatura. Non è un caso che, rispondendo ai cronisti in sala rossa sull'exploit dei franchi tiratori, il neopresidente dell'Ars abbia ringraziato solo il segretario del Pd Giuseppe Lupo per la sua lealtà.

Alla fine dei giochi, Antonello Cracolici è stato il più lesto a fare gli auguri ad Ardizzone su Twitter. Un mezzo segnale di distensione dopo tanti brividi, forse. Ma nella maggioranza-minoranza di Crocetta ci sarà da lavorare di ago e filo per mettere qualche toppa. Pezzi del Pd non sono entusiasti dell'asse sempre più robusto con Castiglione, oggi presente all'Ars, asse che già qualcuno aveva evocato commentando la nomina ad assessore di Patrizia Valenti, considerata vicina all'ex presidente della Provincia di Catania. E i “sicilianisti” dell'ex Mpa e di Grande Sud, quelli che dovevano essere nelle leggende pre-voto gli alleati di ferro di Crocetta, oggi restano alla finestra e gridano all'inciucio. Una capitolazione di Ardizzone li avrebbe rimessi in gioco, ma così non è stato. È questa l'aria che tira a Palazzo. Dove le trattative non si fermano in vista della definizione dell'ufficio di presidenza e dell'assegnazione della presidenza delle commissioni. Se ne parlerà la settimana prossima.