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Gli infortuni del presidente

Greco, re della gaffe:
"E' la prima volta"


Giovanni Greco presiede la prima seduta dell'Ars. Il deputato anziano inanella una serie di gaffes.

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PALERMO- La prima gaffe della XVI legislatura la firma Giovanni Greco. Il deputato del Pds, il più anziano della nuova Ars, presiede la seduta. E quando chiama l’appello sbaglia subito, alla C, chiamando l’onorevole Cancellieri. Ma il capogruppo dei grillini, peraltro terzo candidato presidente più votato alle regionali, si chiama Cancelleri, senza ”i”. Lui si alza lo stesso e sorride. Poi qualcuno fa notare la svista a Greco. Che si scusa: “La mia prima pecca”, commenta emozionato. E ricomincia l’appello. Chiamando tutti per cognome. Tranne Nino Dina, che evidentemente si pronuncia come una parola sola, “Ninoddina”. Presente. I 90 non rispondono tutti, ne manca uno. È Nicola D’Agostino, che ha appena lasciato il suo partito, il Pds-Mpa. In Aula non c’è: “Presterà giuramento la prossima seduta”, dice Greco.

Mentre Crocetta siede tra i banchi del governo da solo, fino a quando i suoi “intellettuali” vengono chiamati da Greco e prendono posto. Battiato indossa il solito maglione a collo alto da esistenzialista. Il presidente si alza e presenta la sua squadra. Manca Zichichi e il solito Nicolò Marino, per il quale si attende sempre il via libera del Csm. Crocetta li chiama tutti per nome e cognome, ma si scorda per un attimo quello di Cartabellotta, poi gli sovviene. È la seconda gaffe della giornata.

E arriva il temutissimo momento del discorso di Greco. Il presidente facente funzioni si alza in piedi. Un paio di papere già alle prime due righe. Il deputato palermitano, che nella scorsa legislatura cambiò un certo numero di partiti, auspica la stagione del “dialogo intelligente”, chiede di colmare la distanza tra partiti e cittadini, strabuzza gli occhi visibilmente emozionato. È un bel giorno per lui, si vede. Gli assessori Vancheri e Borsellino annuiscono solenni alle sue parole. Greco cita padre Puglisi sgranando gli occhi. Nei banchi, Lino Leanza e Francesco Cascio siedono accanto e ascoltano senza distrarsi. “Impegniamoci a fare buone leggi, poche ma buone”, dice Greco, mettendo le mani avanti. Come poche?, commenta una giornalista in sala stampa. Il discorso va avanti. Battiato comincia a dare segni di stanchezza. Greco chiude il suo bel discorso istituzionale facendo gli auguri a tutti, e in sala stampa ci si interroga sul quesito: a quale attore assomiglia? Qualcuno spara Franco Franchi. Chi scrive pensa piuttosto al dimenticato Enzo Liberti, grande spalla di Vianello e Mondaini. Di certo, somiglia a qualcuno simpatico.

Finito il discorso di Greco spunta in ritardo D’Agostino. “E’ entrato in aulo!”, annuncia Greco sollevato. E lo invita a giurare. Poi sospende la seduta, invitando i colleghi a riunirsi nella “sola” attigua. Pardon, la sala. Pausa. In sala stampa sono tutti con lui. È nata una stella.