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dibattito sui fondi destinati all'evento

Pride 2013, tra gli organizzatori
e Giovane Italia è polemica


Il presidente del comitato organizzatore dell'evento, Luigi Carollo, replica a Davide Gentile, presidente del movimento giovanile del Pdl, secondo cui il finanziamento di 10mila euro stanziato dal consiglio comunale per il Palermo Pride 2013 "in un periodo nel quale le casse del comune sono quasi vuote, è un offesa all’intera città".

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PALERMO - Scoppia la polemica tra gli organizzatori del Gay Pride e i giovani del Pdl. Dopo le parole che sarebbero state espresse dal presidente di Giovane Italia, Davide Gentile, secondo cui il finanziamento di 10mila euro stanziato dal consiglio comunale per il Palermo Pride 2013 "in un periodo nel quale le casse del comune sono quasi vuote, è un offesa all’intera città. Quei 10 mila euro dovrebbero essere spesi per Palermo e le sue famiglie in difficoltà, non certo per una sfilata gay che non trova il favore di tutta la cittadinanza", arriva la replica di Luigi Carollo, presidente del comitato organizzatore dell'evento.

Attraverso una nota, Carollo spiega che "il finanziamento non è per la sfilata bensì per il Pride inteso come evento. Esso è, quindi, a tutti gli effetti, destinato ad una iniziativa culturale. Se Gentile si degnasse di osservare il Pride da vicino, sarebbe a conoscenza della grande quantità di spettacoli teatrali (da Emma Dante ai lavori dei gruppi teatrali lgbt sordi) e di concerti e di convegni che caratterizzano il Pride ed il percorso "Verso il Pride" che dura parecchi mesi. Mesi di proposte culturali e di dialogo politico con la città; a differenza delle buffonate come il finto matrimonio gay organizzato dal gruppo del signor Gentile ed evaporato nell'arco di pochi minuti. E non sono in grado di dire con quale vantaggio culturale".

Carollo prosegue affermando che "il Pride del 2013 sarà Nazionale, il che significa che porterà nella nostra città turisti e turiste da tutta Italia e, speriamo, anche dal mondo. Investire sul Pride è promozione turistica".

Il presidente del Palermo Pride conclude affermando: "Penso anch'io che sia dovere del Comune trovare e spendere fondi per le famiglie in difficoltà, per le persone disoccupate, per chi vive condizioni di disagio, per gli studenti e le studentesse, per garantire servizi alle persone migranti".