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'Il detenuto ignoto'

Appello per Provenzano:
"Basta con i trattamenti disumani"


L'associazione 'Detenuto ignoto' lancia un appello per Bernardo Provenzano, di recente colpito da un malore: "Sta male, il 41 bis è inumano"

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41 bis, appello, associazione detenuto ignoto, provenzano, Cronaca
Bernardo Provenzano
ROMA- "Le sacrosante esigenze di sicurezza nei confronti del detenuto Provenzano non possono essere spinte fino al punto di pregiudicare il suo stato di salute. E' proprio in casi come questo che lo Stato deve mostrare tutta la sua forza, che consiste innanzitutto nel garantire ad un suo nemico quei diritti umani fondamentali che lui ha negato alle sue vittime". A dichiararlo sono Irene Testa e Alessandro Gerardi, dell'Associazione 'Il Detenuto Ignoto', dopo il ricovero del boss in ospedale. "Quando alcuni mesi fa andammo in visita ispettiva presso il carcere di Parma insieme alla deputata radicale Rita Bernardini - aggiungono - ci rendemmo conto di quanto Provenzano fosse gravemente debilitato e sofferente dal punto di vista fisico e di come orma stesse perdendo o avesse già perduto il lume della ragione, al punto che ci domandammo come fosse possibile sottoporre a un regime detentivo così duro una persona anziana ridotta in quelle condizioni".

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Ci rivolgiamo quindi al Ministro della Giustizia Severino - aggiungono - affinché le misure disumane in cui sono ristretti i detenuti in 41bis, che le convenzioni internazionali definiscono tortura, non diventino atti di vera e propria bestialità. Che non accada a Provenzano quel che è già accaduto a molti detenuti in 41bis infartuati, colpiti da ictus, malati di cancro, paralizzati o costretti sulla sedia a rotelle, la cui malattia è stata diagnosticata in ritardo, che sono arrivati in ospedale quando non c'era più nulla da fare oppure che sono stati riportati in carcere subito dopo una delicata operazione chirurgica e abbandonati nella propria cella".