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Dopo l'elezione del presidente
all'Ars il valzer delle cariche


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Dopo la sofferta elezione di Giovanni Ardizzone, i partiti devono definire i ruoli all'interno delle commissioni parlamentari e dell'Ufficio di presidenza. Un vicepresidente dell'Ars andrà al Pdl (Pogliese o Scoma), un altro al Pd (Cracolici o un deputato di area Crisafulli). Ecco gli altri nomi in ballo.

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PALERMO - Un accordo ci sarebbe. Fragile, instabile, in bilico. Ma al momento, una traccia rigurdante le commissioni parlamentari e l'ufficio di presidenza, esiste già sui tavoli di molte delle forze politiche dell'Ars.

Intanto, ieri, nella sua prima conferenza stampa da presidente, Giovanni Ardizzone ha già dato un'indicazione molto importante: le commissioni parlamentari saranno otto. Chiuse, insomma, quelle per la “Revisione e attuazione dello Statuto della Regione” e il “Comitato per la qualità della legislazione”. Saranno otto, quindi, le caselle più prestigiose alle quali aspirano i gruppi, nell'ottica di quel dialogo “ampio” e senza steccati che già ieri, a dire il vero, ha subito un primo “colpo” con l'elezione di Ardizzone, giunta solo all'ultimo voto.

Due presidenti di commissione saranno quasi certamente appannaggio dell'opposizione. Quella, per intenderci, che fa capo ai partiti che hanno sostenuto in campagna elettorale Nello Musumeci: oltre alla lista del presidente, quelle di Pdl e Cantiere popolare. E le combinazioni in questo caos potrebbero essere diverse. Non è escluso che il Pdl possa ottenere due presidenze di commissione. E i nomi più caldi sono quelli di Nino D'Asero, Salvino Caputo, Santi Formica ed Enzo Fontana. In questo caso, la vicenda commissioni si interseca con quella riguardante i ruoli di vicepresidente dell'Ars e capogruppo. Nel primo caso, dato per scontato che una vicepresidenza andrà al Pdl, il “ballottaggio” è tra Salvo Pogliese e Francesco Scoma. Chi dei due non ricoprirà la seconda carica dell'Ars, sarà il nuovo capogruppo degli azzurri. Ma nel centrodestra a una commissione aspira anche il Cantiere popolare. Scelto in Toto Cordaro il capogruppo, infatti, tra i più quotati a ricoprire una carica all'Ars è Salvatore Cascio, deputato agrigentino proposto dai centristi (insieme a Pippo Gianni) per la guida della commissione Sanità. Ma è molto difficile che la maggioranza rinunci a una commissione strategica come la sesta. Così, il partito di Saverio Romano potrebbe “accontentarsi” di un posto di deputato questore (e anche in quel caso, quello di Cascio è il nome più caldo), o potrebbe contendere una commissione al Pdl. Non dovrebbe guidare alcuna commissione, invece, il gruppo che fa capo a Nello Musumeci. Anche se è ancora in piedi l'ipotesi che vede il candidato alla presidenza alle ultime elezioni, come uno dei “papabili” per la commissione Antimafia, tradizionalmente “concessa” alle opposizioni. Ma alla fine, il gruppo (che diventerà gruppo attraverso il “prestito” di un deputato Pdl che porterà il numero da quattro a cinque e che verrà guidato dallo stesso Musumeci) potrà contare su un deputato segretario (Pippo Currenti o Paolo Ruggirello, quest'ultimo è stato un deputato questore nell'ultima legislatura).

Ma a guidare la commissione Antimafia alla fine potrebbe andare un esponente della maggioranza: l'ex vicequestore Malafarina. Il resto delle commissioni sarà in mano ai partiti che sostengono il governo. E, considerato che il Movimento cinque stelle sembra sia stato in qualche modo “escluso” dal risiko di Palazzo dei Normanni, il Pd potrebbe contare su due o tre presidenze, visto anche che l'Udc alla fine ha portato a casa la presidenza dell'Ars. Anche in questo caso, la vicenda commissioni si lega a quella della vicepresidenza, dove il Pd potrebbe proporre Antonello Cracolici. Una designazione, a dire il vero, assai più difficile dopo l'incidente di ieri in Aula (tanti franchi tiratori nella presunta maggioranza di Ardizzone). Così, ecco che riprende quota l'ipotesi di assegnare la vicepresidenza a un deputato dell'area Crisafulli: potrebbe essere Bruno Marziano. A Cracolici, a quel punto, spetterebbe una commissione importante, come quella del Bilancio. L'altra commissione (Lavoro?) potrebbe andare al deputato più votato alle ultime elezioni, cioè Franco Rinaldi, mentre aspirano a quel ruolo anche Concetta Raia e Giovanni Panepinto. Una commissione potrebbe andare anche al gruppo “Territorio”. Le commissioni presiedute dall'Udc saranno una o due. E in questo caso, i nomi in ballo sono tre: Lino Leanza, Nino Dina e Lillo Firetto. Tra questi, l'Udc sceglierà anche il proprio rappresentante nel consiglio di presidenza.

Un consiglio di presidenza nel quale dovranno essere rappresentati tutti i gruppi. Scelto il presidente, e detto dei possibili vicepresidenti e di qualche questore (saranno tre: a Cascio e Currenti o Ruggirello, potrebbe aggiungersi un deputato di Grande Sud come Riccardo Savona o il grillino Giampiero Trizzino), ecco anche i posti per i segretari. Considerato il fatto che i gruppi verosimilmente saranno dieci, come concesso dal regolamento dell'Ars, i segretari saranno in un numero pari da consentire la rappresentanza di tutti i gruppi. Così, ecco che entrano in gioco anche i nomi di Alice Anselmo (Territorio) e Vincenzo Figuccia (Partito dei siciliani). Tutti nomi che rimbalzeranno nelle prossime ore tra i muri delle stanze dei partiti. Ma i nodi verranno sciolti, probabilmente, nel prossimo week end.