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L'intervista a Gianpiero D'Alia

"Con Ardizzone all'Ars,
Crocetta sarà più forte"


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Il segretario regionale Udc, Gianpiero D'Alia

Intervista al leader dell'Udc, che getta acqua sul fuoco delle polemiche sul voto di ieri. "I franchi tiratori? Col voto segreto è normale, Cascio non fu eletto nemmeno al secondo turno". Il patto col Pdl? "Nessun inciucio, ma un'intesa alla luce del sole. Siamo e restiamo su fronti opposti"

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PALERMO- Gianpiero D'Alia, leader dell'Udc guarda avanti. E getta acqua sul fuoco delle polemiche di ieri, quando una pattuglia di franchi tiratori ha quasi tentato di impallinare il suo candidato Giovanni Ardizzone, eletto alla seconda chiama con 46 voti, il minimo indispensabile.

Senatore D'Alia, cominciamo dal suo giudizio su quanto accaduto ieri a Sala d'Ercole.
“Penso che sia stato positivo. L'elezione di Ardizzone, proposto dalla maggioranza che sostiene Crocetta conferma e rafforza l'azione politica del governo perché mette ai vertici dell'Assemblea un uomo che, al di là delle sue doti indiscusse e dell'apprezzamento che ha anche dall'opposizone, ha quell'esperienza e quella caratura morale e politica per agevolare il percorso delle riforme che insieme a Rosario Crocetta abbiamo concordato”.

E dei sedici franchi tiratori che si sono contati ieri cosa dice?
“Dobbiamo ancorarci ai precedenti. Quando fu eletto Francesco Cascio, che disponeva di una maggioranza bulgara, non ottene il quorum né alla prima né alla seconda votazione ma al ballottaggio. E il centrodestra aveva all'epoca sessanta e passa parlamentari. Mi sembra che quando si vota a scrutinio segreto ci sono persone che manifestano il loro dissenso in quella sede. Certo, sarebbe meglio lo facessero apertamente. Ad ogni modo, quando si trova un'intesa, non un'alleanza, tra maggioranza e opposizione, un cartello di questo tipo può avere un calo fisiologico”.

Ma nella coalizione di governo non sarebbe necessario adesso un momento di chiarificazione?
“Io credo che i partiti e i gruppi si incontreranno, anzi tutto quelli di maggioranza per definire l'assetto delle commissioni. L'avvenuta elezione in meno di tre ore del presidente dell'Assemblea è positiva perché accelera come noi speravamo il percorso che porterà all'approvazione dell'esercizio provvisorio, manovra di bilancio e spending review. Io credo che fino a oggi si sia fatto un buon lavoro. E quindi invito a non speculare su quanto accaduto ieri, attribuendo al voto un segnale politico”.

Non trova strano che Crocetta non abbia fatto un comunicato di congratulazioni ad Ardizzone?
“Non saprei dire, io lo so impegnato a Roma in questioni molto complesse. Io credo che qui più che alla forma dobbiamo pensare alla sostanza e cioè la crisi economica e finanziaria della Regione. Siamo convinti che Crocetta sia felice come noi dell'elezione di Ardizzone”.

Lei ha precisato che quella col centrodestra è stata un'intesa ma non è un'alleanza. Insomma, non c'è l'inciucio di cui ha parlato qualcuno?
“Siamo su fronti diversi e su fronti diversi restiamo. Abbiamo fatto un percorso molto lineare e alla luce del sole, un percorso di confronto con tutte le opposizioni con la sola eccezione dei grillini che vanno, per la loro inesperienza, a giorni alterni. Sinceramente da quello che leggiamo sulla stampa ci sembrano un po' confusi. Un giorno dicono no alla presidenza dell'Ars, il giorno dopo candidano Concetta Raia perché è una donna di esperienza, poi dicono che non votano Ardizzone perchè è un uomo di esperienza, poi chiedono la vicepresidenza, poi reclamano la presidenza. Ad ogni modo, il confronto con loro noi lo vogliamo e Ardizzone ha aperto in maniera chiara, nel suo discorso, al loro contributo”.

Non è che con l'aria che tira nel Pdl state aprendo le porte per accogliere qualche futuro fuoriuscito?
“Mi sembra prematuro parlarne e non c'entra niente con quello che è successo ieri”.

Con il polo “sicilianista” invece non avete trovato un'intesa. Perchè?
“Noi li abbiamo incontrati e abbiamo detto quale poteva essere un metodo di coinvolgimento. Ma loro sono prigionieri di vecchi metodi, ormai cancellati dal voto popolare. Noi vogliamo un confronto alla luce del sole e senza inciuci”.

Non è che qualcuno della vostra coalizione vuole un rapporto privilegiato proprio con loro?
“Io credo che il confronto vada fatto con tutti sui contenuti e sull'azione di governo”.

Dopo questo trambusto si può ricreare un clima di armonia nella coalizione?
“Io non vedo nessun trambusto. Noi non abbiamo motivi di risentimento né di altro. Ha detto bene Ardizzone, se qualcuno ha il mal di pancia se lo cura. Ora bisogna procedere velocemente sui prossimi appuntamenti per lavorare all'approvazione degli atti che servono a fronteggiare le emergenze della Regione”.

Questo vento di elezioni che soffia da Roma può condizionare il percorso del governo Crocetta, visto che a livello nazionale voi e il Pd almeno in campagna elettorale non sarete sulla stessa barca?
“Noi abbiamo fatto un patto per il governo della Regione, scegliendo Rosario Crocetta e il programma. Per noi il sostegno a Crocetta è una condizione non negoziabile”.

Come le sono sembrate le prime mosse del governo?
“Mi sono sembrate positive. Gli atti che ha fato sono frutto dell'accordo di programma che abbiamo fatto insieme, penso ai tagli delle retribuzioni dei dirigenti”.