Bilancio e fondo di rotazione, |l'intervento del vicesindaco - Live Sicilia

Bilancio e fondo di rotazione, |l’intervento del vicesindaco

In relazione al Consiglio comunale di ieri sera, l'assessore al Bilancio del Comune di Catania, Roberto Bonaccorsi, spiega in una lunga nota lo scenario che si resenterà in città in seguito all'approvazione delle procedure di riequilibrio finanziario

la crisi del comune
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CATANIA – Il giorno dopo l’approvazione da parte del consiglio comunale del bilancio di previsione 2012 e della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, l’amministrazione, attraverso le parole dell’assessore al ramo, Roberto Bonaccorsi, illustra le motivazioni che hanno portato l’amministrazione a presentare i due documenti accorpati. “La situazione di squilibrio strutturale del bilancio che si è verificata nel corso dell’esercizio dovuta a elementi non imputabili alla gestione – quali la revisione straordinaria dei residui ante 2006 che ha comportato un taglio di essi di Euro 140.000.000,00 che si aggiunge a 474.000.000,00 già eliminati dal 2008 al 2011, la ricognizione di ulteriori debiti fuori bilancio, ed il drammatico taglio dei trasferimento nazionali e regionali – ha reso necessario il ricorso ad una procedura straordinaria prevista dal legislatore, per consentire, in un arco temporale (10 anni) compatibile con le effettive risorse degli enti locali, di “contrastare le patologie ereditate dalle pregresse gestioni” – spiega Bonaccorsi.

Il vicesindaco evidenzia anche  come “le procedure di riequilibrio finanziario pluriennale, sono destinate a compensare situazioni tendenzialmente patologiche che non possono essere gestite mediante il ricorso agli ordinari strumenti a cui si stanno rivolgendo una molteplicità di Enti Locali (Napoli, Catania, Alessandria, Reggio Calabria, Messina, etc.). Nella fattispecie del Comune di Catania condizionata da evidenti patologie dove “le iniziative intraprese in questi anni hanno stentato a manifestare i propri effetti anche a causa dei nuovi e molteplici vincoli finanziari introdotti negli ultimi anni dal legislatore nei confronti degli enti locali” (Corte dei Conti 07/11/2012), la previsione di uno strumento aggiuntivo, è divenuto un percorso obbligatorio”.

Bonaccorsi ricorda infine come “questo percorso è però divenuto attuabile nella nostra situazione solo perché – in un anno caratterizzato da una pesante crisi economica con politiche nazionali che hanno previsto una non sostenibile riduzione dei trasferimenti – le azioni intraprese dall’Amministrazione comunale nel versante tributario con l’immane sforzo compiuto nella lotta all’evasione ed all’elusione tributaria, l’attenzione prestata alla tutela sociale che ci ha permesso di non toccare gli stanziamenti per le politiche sociali del comune ed il rigore e l’integrità dell’azione amministrativa, hanno permesso di gestire l’ente locale nell’ottica della prudenza.

E’ pur vero che l’iniziativa intrapresa comporterà un ulteriore sacrificio ai cittadini poiché il legislatore ha chiesto per aderire al fondo di rotazione la previsione di “aliquote e tariffe nella misura massima consentita” ma è altrettanto vero che l’ipotesi funesta di un dissesto, scaturente, come certificato dalla Corte dei Conti nell’ultima indagine sulla gestione finanziaria del Comune, dalle “patologie ereditate dalle pregresse gestioni” (Corte dei Conti 07/11/2012), avrebbe comportato per la Città, per la sua classe imprenditoriale, per i servizi erogati ai cittadini , sacrifici sicuramente maggiori di quelli previsti per l’adesione al fondo di rotazione”.


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