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in via xxvii maggio

Minorenne compie quattro rapine,
il padre: "In caserma lo porto io"


I carabinieri bussano alla porta del papà del baby rapinatore di 14 anni: aveva rapinato la farmacia vicino casa, allo Sperone. Dopo la delusione e il dolore, l'uomo collabora con le forze dell'ordine per farlo arrestare.

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PALERMO - Delusione, consapevolezza e poi responsabilità. Un padre vede bussare alla porta i carabinieri: il proprio figlio ha commesso quattro rapine, a due passi da casa e a soli 14 anni. Lui, decide di accompagnarlo in caserma, di accettare una situazione dolorosa durante la quale sceglie comunque di stare al fianco al figlio. Nessun sospetto prima di ieri, soltanto qualche orario di ritrono a casa non rispettato. A.V, il quattordicenne che si è trasformato in un baby rapinatore seriale, era già entrato in azione tre volte nella sua zona, lo Sperone, nella periferia palermitana. Il quarto colpo ha fatto scattare le manette anche grazie alla collaborazione del padre, a cui non resta che andare a trovare il figlio al Malaspina, dove il giovane è stato rinchiuso. A finire nel mirino ieri pomeriggio, la farmacia "Puglisi" di via XXVII Maggio, a pochi metri dall'abitazione del giovane e della sua famiglia.

I carabinieri si sono proprio recati lì, ieri, quando il titolare della farmacia e gli impiegati hanno fornito una dettagliata descrizione del malvivente, riconosciuto come l'autore, tra l'altro, dei tre colpi precedenti. Il ragazzo aveva fatto irruzione nella farmacia portando con sè un coltello: vestito di scuro, a volto scoperto, ma con la testa coperta da un cappello, aveva impugnato l'arma puntandola al fianco sinistro dell'impiegato dell'attività commerciale e aveva passato al setaccio il registratore di cassa.

Poi, era fuggito a piedi con un bottino da 250 euro. Le ricerche sono così partite, da parte dei carabinieri del nucleo Radiomobile, in tutto il quartiere, fino a casa della famiglia del minorenne. Il padre ha aperto al citofono ed è stato informato dai militari dell'Arma su quanto commesso dal figlio e ha assicurato loro che l'avrebbe accompagnato in caserma. Avrebbe raccontato di non sapere nulla di quello che era successo anche nelle settimane precedenti, ma che recentemente il ragazzo tornava in orari diversi a casa. Ma nessun altro sospetto avrebbe potuto fargli pensare che il giovane avesse già messo a segno tre rapine. Rapine sempre più spesso effettuate da minorenni che agiscono in solitario o baby gang in cui ogni componente ricopre un ruolo prestabilito.