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LICATA

Studentessa morì in un incidente,
assolto l'autista del camion


La terza sezione della Corte d'Appello di Palermo ha assolto con formula piena Giuseppe Pendolino, camionista 34enne di Ravanusa condannato dal Tribunale di Licata, per omicidio colposo di Giuliana Pintacrona (nella foto).

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LICATA (AGRIGENTO) - La terza sezione della Corte d'Appello di Palermo ha assolto con formula piena Giuseppe Pendolino, il camionista 34enne di Ravanusa condannato nel gennaio dello scorso anno, dal Tribunale di Licata, per omicidio colposo di Giuliana Pintacrona. Quando avvenne l'incidente stradale, la studentessa aveva sedici anni: tra il ponte Federico e la via Umberto I, a Licata, in prossimità di una svolta, il ciclomotore a bordo del quale viaggiava la giovane, finì sotto il camion. I carabinieri ipotizzarono la responsabilità da parte di Pendolino, ma non furono mai rinvenuti segni di contatto tra il camion e il ciclomotore sul quale viaggiava la ragazza.

Chiave dell'indagine, i risultati degli accertamenti difensivi svolti dal consulente Gioacchino Genchi sul cellulare della studentessa: a provocare l'incidente sarebbe stato l'uso del cellulare mentre era alla guida dello scooter. Il pubblico ministero di Agrigento aveva infatti disposto l'acquisizione dei tabulati del telefonino della giovane (spezzatosi all'atto della caduta), per verificare se la giovane, effettivamente, avesse utilizzato il cellulare e se la perdita di controllo del ciclomotore fosse dipesa da questo. I carabinieri acquisirono il tabulato del numero della scheda sim indicata dai genitori della ragazza, ma il numero dell'imei del cellulare risultò errato. L'avvocato Antonino Catania, legale di Pendolino, con una nuova consulenza e una nuova perizia disposta dalla corte d'appello di Palermo ha dimostrato  l'accidentalità del sinistro, motivo per il quale oggi l'uomo è stato assolto. In primo grado era stato condannato a otto mesi di carcere e diecimila euro di provvisionale.