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IL CASO SOLLEVATO DA MIMMO RUSSO

Gli immobili "fantasma"
del comune di Palermo


Un'associazione chiede in affitto alcuni magazzini del Comune, offrendosi anche di ristrutturarli a proprie spese per creare un centro sociale per anziani a Romagnolo. Ma piazza Pretoria non può far nulla: l'immobile infatti non è nemmeno catastato. E non è il solo: sarebbero fra i trecento e i quattrocento gli immobili comunali 'sconosciuti' al catasto.

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comune palermo, mimmo russo, Palermo

Il magazzino di via Quadrio



PALERMO - Un magazzino diroccato, abbandonato da anni, di proprietà del comune di Palermo ma che, incredibilmente, non è mai stato registrato al catasto. Un immobile “fantasma”, insomma, che sulla carta non esiste e che Palazzo delle Aquile non può rimettere a nuovo perché non ha i soldi nemmeno per comprare un lucchetto. E se un’associazione si propone di prenderlo in affitto, ristrutturandolo a proprie spese e garantendo un’entrata certa a piazza Pretoria realizzandovi peraltro un centro aggregativo per anziani, il Comune risponde negativamente: se quell’immobile non è catastato, non lo si può neanche affittare.

La vicenda, per quanto incredibile, è tragicamente vera e la dice lunga sui paradossi di questa città. L’immobile in questione è un magazzino di 112 metri quadrati del quartiere Romagnolo, con tanto di bagno e angolo cottura che, per anni, viene occupato abusivamente. Fino a quando il Comune, che ne è il proprietario, decide di sgomberarlo e riprendere possesso dei locali che però, nel frattempo, anche per l’incuria, sono stati devastati. All’esterno la saracinesca è rotta in alcuni punti e le finestre mancano di alcune grate che, complici le serrande rotte, permettono l’accesso a chiunque. E all’interno non va meglio: calcinacci, crepe, muri scrostati, mobili ormai a pezzi e sporcizia dovunque.

Insomma, una condizione pietosa a cui il Comune prova a rimediare. Ma senza

L'interno dell'immobile



successo. Nel 2007, sotto la sindacatura Cammarata, il settore Fitti e Inventario scrive al settore Manutenzione chiedendo di effettuare “lavori urgenti di sistemazione” del magazzino, ma senza ricevere alcuna risposta. E reitera la richiesta l’anno dopo, nel 2008, ma senza successo. Addirittura il Coime comunica di non poter nemmeno mettere un lucchetto ai locali, perché si eviti una nuova occupazione abusiva, “data la mancanza di fondi disponibili”.

E tra una missiva e l’altra, intanto, il tempo passa finché un’associazione avanza una precisa richiesta al Comune: chiede di poter affittare i locali per realizzare un centro aggregativo per anziani in un quartiere difficile come Romagnolo. E visto che l’amministrazione non ha i soldi per ristrutturare il locale, è pronta anche a farsi carico di tutte le spese, comprese quelle per i sanitari nuovi. L’associazione compra un lucchetto nuovo, consegnando le chiavi al Comune, fa mettere agli atti le fotografie dell’immobile, fa stilare anche un preventivo ad un’impresa edile. Una proposta più che allettante per Palazzo delle Aquile, che potrebbe così rimettere a nuovo un suo immobile, praticamente a costo zero, e perfino riscuotere un affitto mensile di 3.360 euro senza muovere un dito, oltre al fatto di aver permesso la nascita di un ritrovo sociale per i cittadini.

Ma il 19 settembre scorso arriva la risposta del Comune: il magazzino non risulta al catasto e manca anche il certificato di agibilità. Insomma, l’immobile è come se non esistesse malgrado il resto dello stabile sia stato regolarmente catastato e, quindi, non lo si può affittare né tantomeno utilizzare.

Il caso scoppia alla Settima commissione che, su proposta del capogruppo del Misto Mimmo Russo, che ha seguito da vicino la vicenda, a metà novembre convoca di gran corsa il dirigente per far luce sull’accaduto. E dall’audizione emerge che, in effetti, quello di via Quadrio non è un caso isolato, ma ce ne sarebbero molti altri: una situazione causata dalla mancanza di personale. In ufficio, infatti, risultano in servizio appena quattro tecnici che si occupano per lo più di correggere le catastazioni sbagliate che, secondo una stima del Comune, arriverebbero al migliaio su un totale di circa ottomila. Gli immobili completamente privi di catastazione, invece, sarebbero tra i trecento e i quattrocento e sarebbero per lo più magazzini e istituti scolastici o, più in generale, immobili non destinati all’abitazione ma in larga parte occupati abusivamente.

Mimmo Russo



“Il caso del magazzino di via Quadrio è sconvolgente e inammissibile – commenta il consigliere Russo – l’amministrazione deve procedere subito alla catastazione dell’immobile, affidandolo all’associazione che farà di tasca propria tutti i lavori necessari. In caso contrario, dovrà farli il Comune. Ma la cosa più grave è che siamo di fronteanche a un danno erariale per mancate entrate: se questi beni non sono catastati, non possono essere affittati e messi a rogito. Da anni stiamo creando un danno enorme alle casse comunali. Dovremmo affidare all’ufficio legale del Comune il compito di individuare subito i responsabili”.

Alcune immagini dell'immobile: