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LE IDEE

Se all'Ars si litiga
già dal primo giorno


Litigi e battibecchi durante la prima seduta della nuova Assemblea Regionale Siciliana. Alla faccia della galanteria che contraddistingue i primi appuntamenti.

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Da che mondo è mondo, al primo appuntamento si è galanti sino all'inverosimile, è tutto uno sfolgorare di sorrisi e ammiccamenti. Ciò vale anche nelle dinamiche istituzionali. Avete mai visto gli inquilini delle aule di camera e senato guadarsi in cagnesco già al primo round? Certo, durante la legislatura il clima si surriscalda, i cambi di casacca si susseguono, le vicende politiche si alternano. E allora si passa alle maniere forti. Sino ad arrivare alla fine, dove neanche ci si guarda più in faccia. Ma, suvvia, il primo giorno di scuola no. Eppure all'Assemblea Regionale Siciliana, neanche il tempo di suonare la campanella del primo giro di pista, che sembrava di essere ancora a quell'altra assise. Quella appena sciolta. Dove se ne sono viste di tutti i colori. Ma solo da un certo punto in poi. Qui invece da subito spintoni e parole infuocate. E se questo è l'inizio, cioè una maggioranza, seppure relativa, che si squaglia come neve al sole, e un'altra minoranza, più coesa, farla subito da padrone, ci potrebbero attendere cinque anni scintillanti. Da ricordare e tramandare ai posteri. E dire che la più alta assemblea rappresentativa siciliana era partita con più di un buon auspico.

Tante facce nuove, ma veramente, molti giovani e tante, tantissime, donne che viene il cuore solo a dirlo. Uno, con tali premesse, si aspettava non dico il gol di tacco o la rovesciata in piena area tipo Pelè nel film Fuga per la Vittoria. Ma almeno qualche buona azione manovrata e schemi aggiornati. Macché. Siamo rimasti a bocca aperta. Appena il tempo dei sorrisi di circostanza dei parlamentari, con familiari al seguito che, in quello che dovrebbe essere il campo centrale della politica siciliana, si è alzato un gran nuvolone di polvere come nemmeno nei campetti di periferia. Dove tra i dilettanti è facile che subito il clima si surriscaldi sino ad arrivare a cose grosse. Non so se riesco a spiegarmi. Ma già si parla nella maggioranza-minoranza, senza mezzi termini, del bisogno di un “chiarimento politico”. Non so se la locuzione vi ricorda qualcosa. Ci fa cascare dritti dritti nei nostri teneri ricordi della prima repubblica. Quando nella Dc, ma dopo un interminabile periodo di lunghi coltelli e di sangue che colava a rivoli, non certo dopo la prima stretta di mano, si registrava un impazzimento generale. Qualcuno allora chiamava il time out del chiarimento politico, ossia si ridistribuiva il potere utilizzando il buon vecchio manuale Cencelli. E a questo punto, dopo che ciascuno aveva avuto quel che gli spettava, non un grammo in più, né un pelo in meno, tornava la pace guerreggiata. Sino al successivo redde rationem.

Però, ecco, i democristiani, grandi maestri nella cucina del potere, facevano di tutto per evitare che si arrivasse a tal punto. La nuova legislatura siciliana esordisce invece, senza preamboli (altro termine di democristiana memoria), con uno scenario di questo tipo. Insomma, manco si inaugura la nuova casa, che sin dal fischio d'inizio dell'arbitro volano i piatti in aria e quelli dei piani di sotto e di sopra sentono grida, accuse e offese alle rispettive famiglie.

Quando si aspettavano il suono del dolce amore appena consacrato davanti all'altare elettorale al cospetto del celebrante corpo votante. Abbiamo la sensazione, così, ad occhio e croce, speriamo di sbagliarci, che il “chiarimento politico”, (a menza palora...), sarà il primo di una lunga serie. E siccome, come detto e come ci dice il calendario, siamo solo e soltanto all'inizio, temiamo che i “chiarimenti politici” (capisci a me) potrebbero essere la cifra del quinquennio che attende i siciliani e le siciliane che hanno appena votato i loro deputati.

Tanto che corriamo il pericolo di svegliarci una mattina e chiederci non cosa farà per noi quel giorno il parlamento regionale, ma come è finito, e se è finito, il trentanovesimo o il cinquantesimo “chiarimento politico” della notte prima.