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Il punto

Ars, si tratta a oltranza
Una vicepresidenza a Maggio


La maggioranza cerca di trovare un'intesa in extremis per il voto che eleggerà l'ufficio di presidenza. Ma restano le divergenze. L'ex segretaria della Cgil in pole position per il posto di vicario di Ardizzone, franchi tiratori permettendo. Per l'altro posto di vice il Pdl ha scelto Pogliese. Sul tavolo anche le presidenze delle commissioni. Formica aderirà al gruppo Musumeci 

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Mariella Maggio
PALERMO- La notte sarà lunga e le trattative probabilmente avranno un extra time domattina presto.
Poi toccherà andare in Aula per eleggere il consiglio di presidenza della nuova Ars. E verificare se le intese della vigilia reggeranno. E non sarà facile, vista l'aria che tira. Stasera, ad esempio, nel Partito democratico le spaccature sono rimaste. Il gruppo che fa capo ad Antonello Cracolici si è astenuto sull'elezione di Baldo Gucciardi capogruppo. Ai cinque cracoliciani di ferro si è aggiunto di nuovo Giovanni Panepinto, che appena tre giorni fa aveva vergato un comunicato di sostegno a Crocetta e di critica a Beppe Lumia. Insomma, la pattuglia di cecchini che ha provato a impallinare Giovanni Ardizzone resta in trincea. Infatti anche Rosario Crocetta resta in bilico, visto che il presidente ha detto pubblicamente di non apprezzare l'intesa raggiunta da Pd e Udc con il centrodestra e insiste sul coinvolgimento di altre forze, dai grillini ai “sicilianisti”, che oggi, con Roberto Di Mauro, hanno fatto un appello “a tutti i deputati regionali affinché l'elezione dei componenti dell'Ufficio di Presidenza rispetti il principio di rappresentanza dei gruppi in relazione alla loro consistenza numerica ed elettorale, senza alcuna esclusione”. Antonio Malafarina, deputato crocettiano, mantiene una calma olimpica: “Non credo che ci saranno problemi. Domani mattina ci confronteremo con gli altri partiti della coalizione”.

Eppure, nella maggioranza in molti temono che il rischio è che Sala d'Ercole si trasformi in un Vietnam in cui si voti più “contro” che a favore di qualcuno, con esiti imprevedibili. Le due videpresidenze, secondo i piani, andrebbero a Pd e Pdl. Quella di maggioranza dovrebbe essere appannaggio dell'area Capodicasa-Crisafulli. Era circolato il nome di Bruno Marziano, ma in giornata sono impennate le quotazioni di Mariella Maggio, la ex segretaria della Cgil siciliana eletta nel listino. È lei la candidata dei democratici per la poltrona che nella scorsa legislatura fu di Santi Formica. La vicepresidenza per l'opposizione invece andrebbe al Pdl, che stasera, rimandando a domani la scelta del capogruppo, ha scelto Salvo Pogliese. Ma tra il dire e il fare ci sono di mezzo i dissidenti della coalizione crocettiana, che potrebbero far saltare il tavolo, che prevede anche un altro paio di posti in consiglio di presidenza per il centrodestra. Nella trattativa cerca di dire la sua anche Grande Sud, che con Michele Cimino dialoga molto con Crocetta in questi giorni.

Nella trattativa rientrano anche le presidenze di commissione, che però non si assegnano domani. Cracolici sarebbe in corsa per la commissione Bilancio, che però farebbe gola anche all'Udc, ed è molto ambita anche dalle opposizioni. Si tratterà fino alla fine alla ricerca di una quadra. Intento ieri si sono costituiti i gruppi parlamentari e Pd e Udc hanno scelto i propri capigruppo, Baldo Gucciardi e Lino Leanza. La Lista Crocetta farà altrettanto domani, o forse dopodomani, mentre resta ancora da capire se ci sarà un gruppo legato alla Lista Musumeci, che ha perso il suo quinto deputato per via del cambio di casacca a tempo di record di Salvo Lo Giudice. Ai quattro deputati rimanenti si aggiungerà, "in prestito" dal Pdl, Santi Formica.