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Terremoto a Sala d'Ercole
Un grillino alla vicepresidenza


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Cancelleri e Venturino (a destra)

Ad Antonio Venturino, esponente del Movimento 5 Stelle che ha ottenuto 33 voti, va la vicepresidenza vicaria. L'altro vicepresidente è Pogliese del Pdl. Affonda Mariella Maggio, candidata del Partito democratico. Franchi tiratori in azione nella maggioranza: occhi puntati sui deputati di Crocetta e sui dissidenti del Pd.

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PALERMO - Dopo l'elezione di Giovanni Ardizzone alla presidenza dell'Ars, l'asse tra la coalizione vincitrice delle elezioni e il centrodestra formato da Pdl-Pid e lista Musumeci affonda su una delle due vicepresidenze di Sala d'Ercole. A farne le spese è Mariella Maggio, indicata dal Pd come il candidato per la vicepresidenza vicaria e finita al terzo posto nella lotta a tre con Antonio Venturino (33 voti) e Salvo Pogliese (29). Un voto per Nello Musumeci, una scheda bianca. L'ex sindacalista è rimasta vittima di un "Vietnam" che Livesicilia aveva pronosticato già ieri. Il candidato del Movimento cinque stelle, dunque, diventa il nuovo vicepresidente vicario dell'Assemblea, raccogliendo ben 18 voti in più rispetto ai 15 della pattuglia dei grillini a Palazzo dei Normanni. La Maggio finsice al terzo posto con 26 preferenze e tra i corridoi di Palazzo dei Normanni si apre la caccia ai 'franchi tiratori'.

Inutile l'estenuante scia di incontri e faccia a faccia durati per tutta la mattinata. Fino all'ultimo il capogruppo del Pd, Baldo Gucciardi, e il segretario regionale dei Democratici, Giuseppe Lupo, hanno cercato di tessere la tela di un'intesa mal digerita da più parti. L'ultimo vertice in extremis, pochi minuti prima di entrare in Aula, al termine di una sospensione durata quasi tutta la mattinata e che aveva fatto presagire il peggio. Di fronte Gucciardi, Crocetta, il capogruppo Udc Lino Leanza e i rappresentanti della lista vicina al governatore. L'accordo non regge a causa dei mal di pancia dei sei deputati racoltisi attorno all'ex capogruppo Pd, Antonello Cracolici, e degli uomini della lista Crocetta. "Non sono titolare di alcun accordo - afferma il governatore Crocetta, conversando con i cronisti all'Ars -. Si tratta di intese istituzionali, ma in ogni caso spero che questa fase si concluda presto. C'è da mettersi a lavorare".

Parole che risuonano come un campanello d'allarme e così la prova dell'Aula diventa inesorabile: i malumori della vigilia si traducono nella bocciatura per la Maggio. Il primo a presentarsi in sala stampa è Roberto Di Mauro, capogruppo del Partito dei siciliani, che mette la firma su una parte dei voti aggiuntivi arrivati a Venturino: "Non abbiamo partecipato ad alcuna trattativa, rispettando il regolamento", spiega. Su Venturino finiscono anche i voti dei deputati vicini a Crocetta, che fanno lievitare il deputato dei grillini fino a quota 28. E' di fatto l'ufficializzazione di una spaccatura interna alla truppa dei deputati eletti sotto le insegne del Megafono, con il movimento Territorio di Dipasquale che resta fedele alla Maggio. Resta il giallo sui cinque voti che consentono a Venturino di raggiungere la vetta dei 33: i riflettori sono puntati sulla truppa dei dissidenti del Pd, che però a microfoni spenti fanno sapere di aver rispettato le indicazioni del gruppo, mentre voci di corridoio riferiscono anche delll'intervento decisivo di alcuni deputati di Grande sud.

Rispetta i patti, invece, l'Udc, che distribuisce equamente i suoi voti fra la Maggio e Pogliese. "Abbiamo fatto un'intesa istituzionale alla luce del sole - afferma l'esponente del Pdl -, il centrodestra ha votato compatto". Al termine di una lunga mattinata resta sul campo la prima sconfitta parlamentare per il Partito democratico. Nel pomeriggio il secondo round, con l'elezione dei deputati questori e segretari.

Sul fronte dei capigruppo, invece, si registra l'ufficializzazione di Santi Formica alla guida dei deputati eletti nella lista Musumeci. Nicola D'Agostino e Mimmo Fazio finiscono al gruppo Misto.