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Palermo, la sentenza

Stalking e lesioni,
condannato a un anno


Avrebbe perseguitato la ex compagna con telefonate, pedinamenti e appostamenti, arrivando anche a rompere il naso a colui che considerava il suo amante. Oggi la condanna del Tribunale di Palermo.

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PALERMO - Avrebbe perseguitato la sua ex con pedinamenti, messaggi e telefonate, rompendo anche il setto nasale a colui che sospettava essere il suo amante. Per queste ragioni la quinta sezione penale del tribunale di Palermo ha condannato M.V. a un anno di reclusione con pena sospesa. All'imputato, difeso dall'avvocato Corrado Sinatra, sono state riconosciute le attenuanti generiche e la lieve entità delle lesioni apportate all'uomo, datore di lavoro della donna che, anche a causa di questo fatto, è stata licenziata.

La vittima ha una figlia nata da una relazione precedente ed erano state anche avviate le pratiche per permettere a M.V. di adottare la piccola. Ma dopo qualche mese di matrimonio i due si sono separati e per la donna sarebbero cominciate le molestie. Culminate nel maggio 2009, quando M.V. ha dato appuntamento al datore di lavoro della donna che lui considerava essere l'amante. Ma l'incontro invece di essere chiarificatore si trasforma in lite e M.V. ha dato una testata all'uomo rompendogli il setto nasale.

Il procedimento di adozione della bambinada parte dell'uomo è stato revocato dalla corte d'appello di Palermo anche in seguito a una perizia disposta dal collegio giudicante in cui sarebbe emerso che l'adozione non sarebbe stata a favore dell'interesse del minore.  L'imputato si era difeso in giudizio di aver cercato ripetutamente l'ex compagna solo per prendersi cura della bambina e non per molestarla.

La Procura aveva chiesto la condanna di M.V. non per stalking ma per lesioni e ingiurie. Il Tribunale, però, ha ritenuto predominante il reato di stalking e così ha emesso la sentenza accogliendo la tesi delle parti civili, rappresentate dagli avvocati Stefania Maccarone e Mauro Scirè.