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Scoperti dalle fiamme gialle

Hacker da Palermo ordiscono
una truffa milionaria sul web


L'organizzazione aveva base nel capoluogo ma coinvolgeva cittadini romeni, africani e asiatici e aveva ramificazioni internazionali per carpire sul web codici di carte di credito. Danneggiate per oltre 10 milioni di euro numerose compagnie di navigazione e di trasporto aereo e ferroviario.

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PALERMO - Avevano messo in piedi un'organizzazione con base operativa a Palermo ma con ramificazioni internazionali per carpire sul web migliaia di codici di carte di credito di utenti ignari, carte che venivano poi utilizzate per l'acquisto on-line a prezzi ridotti di biglietti ferroviari, aerei e marittimi e di altri servizi. Le fiamme gialle di Palermo alle prime ore della mattinata hanno eseguito, nell'ambito dell'operazione 'Easy travel', cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere e due ai domiciliari, colpendo i vertici dell'organizzazione che coinvolge cittadini romeni, un italiano, africani e asiatici.

Abili hacker informatici erano riusciti a carpire i dati delle carte di credito di migliaia di utenti residenti principalmente negli Stati Uniti, in Brasile, in Giappone e nei principali Stati Europei. Danneggiate per oltre 10 milioni di euro numerose compagnie di navigazione e di trasporto aereo e ferroviario, oltre ad aziende fornitrici di servizi pubblici e di commercio via internet; i codici venivano intercettati con le tecniche del phishing e dello sniffing. I reati contestati sono associazione per delinquere, ricettazione, frode informatica, indebito utilizzo di carte di pagamento, aggravati dalla transnazionalità.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state disposte dal Gip Maria Pino, su richiesta del Pm Daniele Paci. L'indagine è stata coordinata dal Procuratore aggiunto Leonardo Agueci. Arrestati 4 romeni, 2 bengalesi e 1 palermitano, domiciliati fra il capoluogo siciliano e Cagliari. Sono: Badsha Miahmd, Sebastian Cretu, Ullag Nohmmad Ahashan, Andrei Agape, Gioacchino Orlando, Carmen Papeiu e Catalin Cristian. Il meccanismo della truffa era abbastanza semplice: la banda incassava, da viaggiatori alla ricerca di 'prezzi ridotti', una cifra che, a seconda dei casi, variava dal 50% al 70% del prezzo del biglietto fornito e, di contro, lasciava addebitare il 100% del costo dell'operazione all'inconsapevole titolare della carta di credito, i cui codici erano stati illecitamente acquisiti.

I finanzieri hanno sviluppato le indagini partendo da una segnalazione pervenuta dall'ufficio 'booking' di una società di navigazione che, nell'ambito di consueti controlli eseguiti sull'acquisto di biglietti 'on-line', aveva riscontrato una serie di anomalie su numerosi pagamenti ricevuti a mezzo carte di credito. Fra queste: ripetuti acquisti on-line provenienti dal medesimo account di posta elettronica, riconducibili ad identità diverse e a date di partenza troppo ravvicinate fra loro; pagamenti effettuati con carte di credito intestate a persone, in buona parte cittadini stranieri, le cui generalità non coincidevano con quelle del viaggiatore indicato sul biglietto.

Le intercettazioni telefoniche e quelle telematiche hanno successivamente permesso alle Fiamme Gialle di smantellare l'organizzazione criminale che aveva come base un negozio di prodotti alimentari di origine romena e due phone center, nei pressi della stazione centrale di Palermo. In particolare, i metodi di frode preferiti dalla banda erano quelli, dei cosiddetti "phishing" e "sniffing". I codici così ottenuti venivano "spremuti" fino ad esaurimento, cioé finché non si perveniva alla formale denuncia dei fatti da parte del titolare derubato. Le principali vittime della truffa sono state soprattutto aziende che offrono la possibilità di acquistare i loro prodotti e/o servizi in modalità on-line.