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Ars, il punto

Commissioni, l'intesa è lontana
La partita si decide martedì


Il Pd cerca di calmare le acque, sollecitato anche da Roma. Cracolici verso il Bilancio, ma serve un accordo per blindare la candidatura. Maretta nel gruppo Territorio, continua la tensione tra i democratici e Crocetta

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Antonello Cracolici (Pd)
PALERMO - La partita per le presidenze delle commissioni all’Ars si giocherà martedì prossimo. I partiti domani si limiteranno a fornire i nomi dei deputati che comporranno le otto commissioni, ma solo martedì queste ultime si insedieranno e procederanno all’elezione dei propri vertici. Guadagnando così qualche giorno per trovare un difficile accordo che permetta di non giocare al buio la partita, col rischio di sorprese clamorose come quella che ha visto eleggere vicepresidente vicario il deputato 5 Stelle Venturino.

Dalla conferenza dei capigruppo di oggi non sono emerse novità di rilievo. Ed interlocutoria è stata anche la riunione del gruppo del Pd, dove rimangono le distanze tra l’ala cracoliciana e il resto della pattuglia democratica. Da Roma sarebbero arrivate sollecitazioni al partito siciliano per ricomporre le fratture dei giorni scorsi, poco opportune in un momento in cui il Pd si gioca da favorito una difficile campagna elettorale per le Politiche. Un passaggio distensivo potrebbe essere quello di accontentare la corrente malpancista con la presidenza dell’ambitissima commissione Bilancio, che andrebbe ad Antonello Cracolici. Ma i numeri per un’elezione certa non ci sono. L’altro nome che il Pd potrebbe mettere sul tavolo per una seconda presidenza di peso è quello di Mariella Maggio. Ma l’ex segretaria della Cgil ha già visto evaporare il posto di assessore prima e la vicepresidenza vicaria poi, e quindi la sua candidatura non sarà messa in pista senza la blindatura di un accordo. Che al momento nessuno può garantire. I rapporti tra il Pd e la delegazione crocettiana, infatti, rimangono tesi, dopo il nuovo scambio di battute polemiche tra il segretario Giuseppe Lupo e il governatore. E di passi avanti non se ne registrano. Salda invece è l’intesa col movimento Territorio di Nello Dipasquale, che però deve fare i conti in queste ore col malessere del deputato catanese Gianfranco Vullo, che l’altroieri ha disertato la chiamata per l’elezione dei questori e per il quale si parla di una possibile uscita dal gruppo. La spiccata tendenza alla mobilità dei parlmentari registrata nella scorsa legislatura resta tutta. Il prossimo passaggio si avrà fra qualche giorno, quando, come anticipato ieri da Live Sicilia, la corrente di Giovanni Pistorio entrerà nell'Udc.

Il caos, insomma, resta tutto. Con i “sicilianisti” di Grande Sud e Pds che restano in corsa per ottenere qualche presidenza di peso, sfruttando le strane triangolazioni che si sono viste all’Ars l’altroieri. E con il Pdl distratto dalle confuse notizie sul futuro di Berlusconi che si sono susseguite sull’asse Roma-Bruxelles. Intanto, il “caso Sorbello” ha riportato all’attenzione il tema della questione morale, ricordando i giorni più bui della precedente legislatura che fu scandita da una raffica di arresti e avvisi di garanzia. Il deputato dell’Udc ha subito lasciato gli incarichi di partito, dando un sollievo al segretario Gianpiero D’Alia. Ma il timore che le cronache parlamentari e quelle giudiziarie tornino sistematicamente ad incrociarsi non è il migliore viatico per la legislatura appena cominciata.