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così giambrone in conferenza stampa

Riaprono i Cantieri della Zisa
"Un regalo ai palermitani"


Cantieri culturali della Zisa, giambrone, orlando, sergio troisi, Palermo

Domenica verranno riaperti i Cantieri culturali della Zisa con un fitto programma di iniziative e manifestazioni. "Vogliamo che diventino il nostro regalo di Natale ai palermitani", ha commentato l'assessore alla Cultura.

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PALERMO - Riaprono i Cantieri culturali della Zisa. Dopo anni di abbandono, i padiglioni che fino al 1971 ospitavano le officine Ducrot tornano alla luce dopo sei mesi di lavori in attesa dell’inaugurazione ufficiale che avverrà domenica 16 dicembre. Una presentazione alla stampa che ha visto l’intervento del sindaco Leoluca Orlando, partito poi per Roma per una cena con imprenditori arabi, e dell’assessore alla Cultura Francesco Giambrone.

“Riapriamo uno spazio inspiegabilmente chiuso negli ultimi dieci anni – ha detto l’assessore – ed è uno dei regali di Natale che vogliamo fare ai palermitani. Zac, la Zisa arte contemporanea o Zona arte contemporanea, come qualcuno preferisce, è solo parte di un progetto più ampio che può rappresentare un volano per lo sviluppo della città”.

In realtà, non tutti i padiglioni erano chiusi: alcuni sono rimasti aperti ospitando altre istituzioni culturali. Ma la gran parte versava in pessime condizioni e solo l’intervento degli operai dell’Amia è stato possibile ripulire l’area: ben 174 le tonnellate di rifiuti raccolte, oltre a 1500 chilogrammi di legno, 21 tonnellate di ferro e grandi quantità di polistirolo che saranno riciclati e riutilizzati anche dagli artisti.

“Domenica attiveremo il wi-fi e il locale sarà climatizzato – ha continuato Giambrone – e anche il cinema riaprirà domenica. Il tutto anche grazie ai due comitati tecnico-scientifici, uno per la Zac e uno per il cinema, che ci hanno coadiuvato. Vogliamo che i Cantieri funzionino indipendentemente dai capricci della politica e che possano funzionare in futuro, grazie all’Accademia delle belle arti, all’Università, all’istituto di cultura francese e al Goethe, camminando così sulle prooprie gambe”. Un riferimento, neanche troppo velato, alla precedente amministrazione che aveva abbandonato il progetto.

La Zac sarà ospitata nel padiglione in cui la Ducrot costruiva gli idrovolanti ma, almeno inizialmente, non conterrà collezioni anche perché, per il prossimo anno, andranno trovate le risorse nel bilancio triennale e andrà stilata una programmazione dettagliata. Domenica però si partirà con due iniziative degli istituti culturali, la presentazione del progetto per il giardino donato dal consolato russo, il cantiere per il restauro della Torre del tempo di Emilio Tadini e nel pomeriggio documentari e, per l’appunto, la Zac con un progetto per i prossimi tre mesi. Un’opera di riqualificazione intitolata alla memoria dell’artista Andrea Di Marco, scomparso recentemente, che prevede anche due parcheggi e la pedonalizzazione dell’area.

“Questo non è un museo, forse lo diventerà – ha detto Sergio Troisi, uno dei componenti del comitato tecnico-scientifico – lo definiremo in futuro. Non vi abbiamo messo una collezione perché la nostra visione è un’altra”. I padiglioni da ristrutturare sono ancora una decina e, secondo l’assessore, potrebbero anche ospitare attività private come ristoranti o librerie “ma solo tramite un bando”, si affretta a precisare Giambrone. E sul finire spazio anche a qualche polemica sulle associazioni coinvolte nei progetti natalizi, alcune delle quali sarebbero vicine ad Alessandro Rais, animatore del Sicilia Queer Festival: “Rais si è già dimesso – ha detto Giambrone – e oggi stesso pubblicheremo le graduatorie e i punteggi assegnati, voce per voce, a tutte le associazioni che hanno presentato una proposta”.