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Scuola Media Guastella di Misilmeri

La scuola senza riscaldamenti
L'appello della Cgil


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Scuola Media Statale Guastella di Misilmeri

Studenti e docenti al freddo e costretti ad indossare cappotti e plaid in aula. Marcello Fascella, responsabile Cgil di Misilmeri, descrive la grave situazione che vive la scuola media Guastella.

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PALERMO - "Nei quattro plessi della scuola media statale Guastella di Misilmeri un migliaio di studenti a cui si aggiungono più di cento persone tra insegnanti e personale ausiliario, sono costretti a studiare e a lavorare al freddo". Questa la situazione descritta da Marcello Fascella, responsabile Cgil di Misilmeri, per quanto riguarda la scuola nel palermitano.

Alunni e docenti sono dunque costretti a difendersi dal freddo pungento come meglio possono: "Sei ore di attività didattica, dalle otto alle quattordici - prosegue Fascella -, coperti da cappotti, sciarpe, giubbotti, berretti, plaid, borse dell'acqua calda, guanti e così via. A quanto pare mancano i fondi per avviare la manutenzione degli impianti di riscaldamento e metterli in funzione. Resta, tra l'altro, sempre aperta la questione del plesso Don Lauri, dove gli impianti non hanno mai funzionato. Ora noi vogliamo chiedere ai Commissari che ci amministrano: è possibile che un comune di quasi trentamila abitanti, si riduca in queste condizioni?".

"Certo le colpe saranno anche delle passate amministrazioni che hanno sperperato le risorse pubbliche - ammette il sindacalista -  le colpe saranno anche del governo che taglia i fondi agli enti locali; ma detto questo, si dovrà pur trovare una soluzione per garantire ai nostri bambini e adolescenti condizioni di studio più accettabili! Ma una domanda vogliamo rivolgerla ai genitori, che poi sono anche cittadini di questo comune: fino a quando saremo disposti a subire questa situazione?".

Ed infine un appello: "Quando Misilmeri potrà vedere l'alba di una rivolta morale e civile in grado di restituire dignità e decoro a questa comunità? Noi siamo pronti a fare la nostra parte, come abbiamo fatto nel passato per la questione dell'acqua, dei rifiuti e di altro, spesso in completa solitudine, ma è ovvio che senza la mobilitazione dei cittadini nulla si ottiene e nulla si cambia".