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AL MUSEO "gemmellaro"

Scienziati a confronto sui Maya:
"Fine del mondo imprevedibile"


Il dibattito pubblico sulla profezia Maya si accende a Palermo presso il museo 'Gemmellaro'. Scienziati e geologi hanno discusso sulla veridicità della fine del mondo, prevista per il 21 dicembre, convenendo tutti sul fatto che si tratti solo di una bufala.

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PALERMO - Si è tenuto questo pomeriggio al museo “Gemmellaro” di Palermo,
un dibattito sulla profezia Maya vista dal punto di vista della scienza e della mitologia. Diversi i luminari che hanno espresso le loro teorie sull'argomento, dal geologo e direttore del museo Valerio Agnesi, a Giovanna Minardi, Giuseppe Giunta. Durante il dibattito si sono fatte congetture su quanto c'è di mitologico e scientifico nella profezia.

Secondo la profezia la fine del mondo dovrebbe avvenire il 21 dicembre 2012. Ma perchè proprio questo giorno? La docente Giovanna Minardi ha affrontato l'argomento dal punto di vista del mito, spiegando le origini e la cultura del popolo ormai scomparso: “Stiamo parlando dei maya, una delle civiltà più evolute tra quelle mai esistite. Il loro calendario era scandito dai movimenti del pianeta Venere e ogni ciclo durava 1 milione e 872 mila giorni. Il nostro ciclo è iniziato il 13 agosto 3114 A.C e finirà il 21 dicembre 2012. Secondo alcune interpretazioni il nostro ciclo dovrebbe concludersi con delle catastrofi naturali, quali terremoti, inondazioni e incendi”.

“I maya dividevano ogni ciclo in cinque età - prosegue la Minardi - che durano 25.625 anni, che è il tempo esatto che la terra impiega per girare intorno al sole. Alla fine di queste cinque età si manifestano degli eventi che sconvolgeranno l'ordine delle cose. L'ultimo ciclo della nostra era ha avuto inizio nel 1992 e avrà fine fra otto giorni”. Allo scoccare della mezzanotte dunque, secondo la profezia, il pianeta terra sarà stravolto da calamità naturali".

A smentire il mito sono intervenuti numerosi geologi e scienziati, i quali hanno affermato che la fine del mondo non avverrà nella data stabilita marchiando quest'ultima come bufala salita alla ribalta negli anni 80 dopo la pubblicazione di un libro di José Arguelles.“ La zona abitata dai Maya era soggetta frequentemente a terremoti e uragani - ammette Giunta -, quindi la fine del mondo alla quale alludevano riguarda proprio questo”.

Il geologo Agnesi conclude il giro di interventi affermando: "In pratica nessuno è in grado di prevedere la fine del mondo, tutta la terra è soggetta a terremoti, inondazioni e uragani, sono fenomeni naturali. Anche se a volte l'intervento dell'uomo influisce molto di più sull'ambiente".