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Rosario Crocetta

"Calunnie sull'Ufficio stampa
Zichichi, via le incompatibilità"


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"Consulenti al posto dei giornalisti? Una notizia priva di fondamento. Ricostituirò l'Ufficio stampa, ma sarà composto solo da sei-sette persone. L'assessore ai Beni culturali non si insedierà finché non verranno eliminate le cause di incompatibilità. Ma deve risolvere la questione al più presto".

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PALERMO - “Consulenti esterni al posto dei giornalisti? Una calunnia”. Così Rosario Crocetta reagisce alla notizia diffusa ieri dal Comitato di redazione dell’Uffico stampa della Regione siciliana, azzerato pochi giorni fa dal governatore, secondo cui il ruolo dei 21 giornalisti sarebbe stato immediatamente ricoperto da una società di comunicazione esterna. “Si tratta – ha detto Crocetta – non solo di una notizia priva di fondamento, ma anche di una voce calunniosa e diffamatoria. E per questo, chiunque l’abbia diffusa, ne risponderà”. Poi Crocetta ha precisato di voler ricostituire l’Uffico stampa: “Devo, da un lato – ha detto – garantire la comunicazione istituzionale in tempi brevi, dall’altro, però, devo proseguire nella via del risparmio che questo governo ha intrapreso. Per questo, l’Ufficio stampa ci sarà, ma sarà composto da un solo coordinatore e da cinque-sei componenti”.

Sulle modalità di scelta, però, sulle quali nei giorni scorsi è infuriata la polemica, il governatore ha detto: “Per il momento, non faremo un concorso. Valuteremo i curricula e decideremo in base a quelli. Chiunque può inviare il proprio. Un concorso, invece, è la strada che seguiremmo solo nel caso in cui decidessimo di prevedere una struttura stabile, con dipendenti assunti a tempo indeterminato. Ma a questo, eventualmente, penseremo in un secondo momento”.

Non è chiaro, invece, se tra gli ex componenti del’Ufficio stampa qualcuno tornerà al proprio posto. Ma su questo punto Crocetta ha detto: “Nessuno di loro ha avuto un atteggiamento collaborativo. Parlano solo per ricorsi e denunce. Ma non hanno capito – ha aggiunto – che io non faccio parte del passato, i vecchi schemi non mi interessano. E certamente nessuno mi costringerà a tenermi le cose storte fatte in passato”.

Una battuta anche sul caso di Lorenzo Zichichi, il figlio dell’assessore ai Beni culturali che aveva annunciato l’intenzione di auto-escludersi dalle gare con la Regione, ma invece ancora in corsa per un bando di due milioni della Soprintendenza di Messina. “Antonino Zichichi non si è ancora insediato proprio per questo motivo. Fino a quando non saranno rimosse tutte le incompatibilità, lui non sarà un assessore della mia giunta. E questo nodo va sciolto subito, già nei prossimi giorni”.