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FERRARA

"Quanto costerà il Capodanno?
Alcuni sapevano di aver vinto"


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Il consigliere comunale di Ora Palermo, Fabrizio Ferrara, punta il dito contro l'amministrazione Orlando e la direzione artistica di Palermo2013. "Diffido i dirigenti comunali dal procedere con i pagamenti, ci troviamo di fronte a conflitti di interessi e aspetti poco trasparenti che prima il sindaco dovrà chiarire. E ancora non si sa quanto costerà il Capodanno".

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PALERMO - Non si placano le polemiche su “Palermo2013”, il programma di eventi messo a punto dall’amministrazione comunale di Leoluca Orlando in vista delle feste natalizie. Gli esclusi lamentano disparità e favoritismi e puntano il dito contro la direzione artistica di Sandro Tranchina, ma a rincarcare la dose è anche il consigliere comunale Fabrizio Ferrara di Ora Palermo: “Alcune associazioni sapevano di aver vinto ancor prima che la commissione si pronunciasse, è una cosa inaudita. Diffidiamo i dirigenti dal procedere con i pagamenti e chiediamo di sapere come sono stati selezionati i progetti e in base a quali criteri”.

Consigliere Ferrara, partiamo dalla diffida…
“Sin dalla presentazione del programma degli eventi, sono emerse delle gravi anomalie nell’esecuzione del bando. Basti pensare, per esempio, che alcune associazioni hanno saputo di aver vinto, e hanno pertanto cominciato a realizzare i progetti, quando ancora la commissione era riunita per fare le sue valutazioni. Ci sono associazioni escluse che denunciano come i vincitori del bando siano stati invitati a modificare i progetti perché potessero essere approvati. E non sono ancora chiari i criteri in base ai quali sono stati scelti alcuni progetti al posto di altri. Insomma, ce n’è abbastanza per una diffida ai dirigenti comunali che dovrebbero procedere ai pagamenti: si fermino o potrebbero pagarne le conseguenze”.

A quali progetti si riferisce?
“Penso per esempio all’albero di Natale, che è stato montato l’8 dicembre quando ancora non si sapeva che il progetto sarebbe stato approvato. Ma sappiamo di associazione che dieci giorni prima dalla comunicazione dell’esito di questa procedura sono già state contattate per predisporre il tutto perché erano vincitrici. Ho anche letto l’intervista realizzata da Ignazio Marchese a uno degli esclusi, che punta il dito contro la direzione artistica e i funzionari e parla di una mail, inviata dall’azienda che si è aggiudicata l’organizzazione del Capodanno il 24 novembre, cioè due giorni prima della scadenza del bando, che già contattava gli artisti e diceva anche quale sarebbe stato il programma, nei minimi dettagli. Si sapeva addirittura di Pif e Teresa Mannino. Davvero uno strano caso di preveggenza. Parlo del Palab, ovviamente, e la cosa ancora più strana è che tutti i progetti selezionati hanno ottenuto un punteggio che va da 90 a 100. Nel nuovo elenco, pubblicato ieri dal Comune, l'associazione culturale Palab che ha presentato il progetto 'Il capodanno made in Palermo', pur avendo ottenuto un punteggio di 95 non figura nel primo elenco. Credo che il Comune debba spiegare come mai non è stata selezionata o, in caso contrario, a quanto ammonta il budget assegnato. E qui sta la nostra delusione verso Orlando”.

In che senso vi ha deluso?
“Orlando in campagna elettorale aveva apertamente prospettato un nuovo percorso che rompesse col passato, e invece ci sembra stia proseguendo sulla scia di chi lo ha preceduto con nomine e assegnazioni. Basta guardare alle guida delle commissioni consiliari, alle nomine negli enti e a tutte quelle opportunità date a chi continua a stare alla corte di Orlando e ingrossa le sue fila. Ha praticamente piazzato i suoi ovunque, ma la città merita altro, merita l’opportunità di esprimere le sue migliori energie slegate dai lacci e lacciuoli della politica”.

Cos’altro non vi ha convinto?
“Ci ha stranito il fatto che la graduatoria sia stata pubblicata in ritardo e solo perché è scoppiato il caso. La prova che qualcuno temporeggiava perché si è toccato un nervo scoperto, quello dei criteri e dei punteggi assegnati. Tra le associazioni scelte, ci sono quelle vicine a persone che hanno fatto la campagna elettorale al sindaco e sono state persino nominate in qualche ente. Così come nello staff di Tranchina figurerebbero, come leggo sulla stampa, persone che hanno incarichi, o li hanno avuti fino a pochi giorni fa, nelle associazioni poi scelte. E dare le dimissioni qualche giorno prima non risolve il problema. Vogliamo sapere, e pretendiamo di saperlo anche subito, chi sono questi collaboratori di Tranchina e che ruolo hanno avuto nella composizione della graduatoria, e perché non sono stati scelti dei dipendenti comunali o non si è attinto dai curricula inviati dai cittadini”.

Queste sono accuse pesanti…
“No, chiediamo solo dei chiarimenti visto che parliamo di soldi pubblici. Sappiamo che le telefonate alle associazioni selezionate, prima ancora che la commissione si esprimesse, partivano proprio da Cantieri culturali della Zisa. Siamo di fronte a un chiaro conflitto di interessi fra chi partecipa ai bandi e chi seleziona i vincitori. E questo non è ammissibile. Per questo ieri in consiglio comunale ho chiesto delucidazioni immediate agli uffici competenti”.

Il Comune, però, anche ai giornali ha detto che per il momento preferisce non parlare…
“Mi auguro che non lo facciano perché hanno qualcosa da nascondere o sperano che il caso si sgonfi nei prossimi giorni, perché noi terremo alta l’attenzione su questo tema. Mi piacerebbe sapere, per esempio, perché le circoscrizioni non sono state minimamente coinvolte nell’organizzazione, oppure perché non si siano valorizzate le periferie come pure l’amministrazione aveva detto di voler fare. Apprendiamo anche che il piano per le feste dei centri commerciali naturali è stato bloccato definitivamente: uno schiaffo ai commercianti e la dimostrazione che si vuole tenere sotto un’unica, e aggiungo discutibile, regia l’organizzazione degli eventi culturali di questa città”.