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PROVINCIA

Giura la nuova giunta Avanti
Scoppia la pace fra Pid e Pdl


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Giurano i nuovi cinque assessori della giunta Avanti, che vede ricomporsi la frattura fra Pdl e Pid. Ecco chi vince e chi no.

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PALERMO - Dopo mesi di rinvii e ritardi, si è insediata la nuova giunta provinciale guidata da Giovanni Avanti. Due giorni fa era stata già firmata la determina, ma soltanto oggi i neo assessori hanno giurato: si tratta di Pietro Alongi, che sarà vicepresidente, Dario Falzone, Giovanni Melia, Andrea Aiello e Doriana Ribaudo. I primi quattro sono del Pdl e si aggiungono a Michele Nasca, mentre la Ribaudo è del Cantiere popolare e andrà a rinfoltire una pattuglia che già conta su Giovanni Tomasino, Salvatore Cerra, Bartolo Di Salvo, Santi Bellomare, Massimo Rizzuto e Paolo Porzio.

Ancora da distrubire le deleghe, ma il passaggio segna definitivamente la ricomposizione della frattura fra Pdl e Pid che nei giorni scorsi si erano accusati a vicenda di miopia e arroganza. "Intendo esprimere soddisfazione – ha sottolineato Avanti - per il senso di responsabilità che ha consentito di rilanciare l'azione del governo della Provincia in un momento in cui è essenziale garantire risposte al territorio e alle esigenze della nostra comunità. La nuova Giunta saprà affrontare con la giusta determinazione il progetto di sviluppo che sta alla base dell'impegno delle forze politiche moderate. Abbiamo ritrovato con il Pdl un'intesa che rappresenta un passaggio intermedio del nostro percorso”.

Gli ha fatto eco la coordinatrice provinciale del Pdl, Simona Vicari, dopo l’incontro di partito che doveva decidere se confermare o meno la fiducia ad Avanti: “Abbiamo trovato un’intesa per il rilancio dell’azione politica della Provincia che guardi anche all’allargamento della maggioranza alle forze politiche moderate. Il Pdl ha sollecitato il Presidente Avanti di effettuare uno sforzo politico da condividere insieme per avviare una battaglia forte ed autorevole per una nuova gestione degli Ato rifiuti, che oggi consiste in un aumento costante dei costi per i cittadini e allo stesso tempo offre un servizio con scarsa efficienza, oltre a mettere a repentaglio il posto di lavoro”.

Ma, parole al miele a parte, da questa contesa c’è chi ne esce vincitore e chi no. Partiamo dal Pdl, dove a restare senza poltrone sono stati Giuseppe Milazzo, vicino a Diego Cammartata, che ha però piazzato Giuseppe Giordano nel cda di Palermo Energia, e Dore Misuraca, che ha strappato per Giuseppe Di Maggio un posto nel cda di Gesap. Solo venerdì, però, si capirà se a fargli spazio dovrà essere Mimmo Di Carlo o Dario Colombo, entrambi in quota Cantiere popolare.

Escono vincitori il presidente del Senato Renato Schifani, che conferma Alongi e Nasca, il capogruppo all’Ars Francesco Scoma, a cui fa riferimento Melia, e l’ex presidente di Sala d’Ercole Francesco Cascio che impone Andrea Aiello nonostante qualche mal di pancia nel partito. Rimane a bocca asciutta Salvino Caputo e gli altri candidati alle Regionali. Nel Pid, la Caronia riesce a mantenere Porzio e Saverio Romano sistema la Ribaudo a spese di Patrizio Lodato.

“Se si era alla ricerca di un’intesa ‘alta’, di alto questa Giunta mantiene solo il numero di assessori, ben dodici – dice il capogruppo del Pd Gaetano Lapunzina - ciò, sebbene con una modifica dello Statuto, adottata dal Consiglio oltre due anni fa, ne sia stata stabilita la riduzione a nove e nonostante una recente legge del Parlamento nazionale preveda la completa soppressione delle Giunte. In un momento di grave crisi, in cui i costi della politica risultano assai intollerabili ai cittadini, è una cosa vergognosa, che da sola basata a definire i contorni di una ‘ritrovata’ unità, che si fonda, come sempre, sulla spartizione delle poltrone”.