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La protesta degli agricoltori a Vittoria

"Non mangiamo da giorni
per denunciare la crisi"


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La protesta a Vittoria

La crisi dell'agricoltura morde con ferocia. A Vittoria sciopero della fame da otto giorni. I protagonisti della protesta spiegano perché.

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VITTORIA (RAGUSA)- Sono accampati in una grande tenda in piazza Sei Martiri a Vittoria da ormai otto giorni. Quello di Gaetano Malannino, presidente di Altragricoltura, Tonino Messinese e Maurizio Ciaculli assomiglia a un vero e proprio martirio. Non mangiano da otto giorni per attirare l’attenzione regionale e nazionale sulla grave crisi che sta attraversando l’agricoltura e tutti gli operatori del settore. Hanno il volto segnato dalla fatica e dalla stanchezza fisica. Un’enorme tenda è ormai la loro casa, le stufette sempre accese per combattere il freddo e tanta acqua e tè per tirare avanti.

“D’altronde – come ci spiega il presidente Malannino – noi siamo di tempra dura e sappiamo come resistere e centellinare le nostre energie”. Hanno intenzione di andare ancora avanti per continuare ad alimentare una protesta che nasce dal disagio di vedere un settore ridotto allo stremo e che avvantaggia la grande distribuzione a scapito delle piccole e medie aziende che sono costrette a chiudere.

“Siamo ridotti allo stremo – ha proseguito Malannino – e i danni economici sono enormi. Solo in Sicilia chiudono circa 10 aziende agricole al giorno e tra dicembre e gennaio ne chiuderanno a centinaia perché non riusciranno ad onorare alcuni pagamenti. In agricoltura occorrono forti investimenti e spesso si ricorre ad assegni postdatati per l’acquisto di concimi, semi e plastica per le serre. Ma spesso non si riesce a coprire la spesa con gli scarsi introiti del raccolto e si chiude bottega”.

Mentre un via vai di gente viene a trovare i tre manifestanti in tenda il presidente Malannino spiega che la loro forma di protesta è rivolta a una sensibilizzazione della collettività, “per riscoprire l’importanza dell’agricoltura e del settore primario”, e della politica “per riequilibrare le disparità che avvantaggiano la grande commercializzazione”.

Proprio la politica è stata vicina alla protesta di Altragricoltura: la giunta comunale di Vittoria si è riunita in piazza Sei Martiri, in una grande struttura – serra a fianco della tenda, e attraverso un ordine del giorno ha sollecitato l’assessore regionale all’Agricoltura e il Governo nazionale per porre in essere misure concrete contro la crisi del primario, come la tutela dei prodotti locali, il sostegno alle aziende, l’abbassamento dei costi di produzione e di contribuzione fiscale. Anche il deputato regionale del Pdl Giorgio Assenza ha manifestato solidarietà e ha presentato un’interrogazione all’Ars sul tema.

“Noi non chiediamo la luna – ha sottolineato il presidente di Altragricoltura – ma solo che l’agricoltura venga tutelata dopo anni di politiche fallimentari e che venga considerata dalla collettività come un patrimonio, perché gli agricoltori sono quelli che lavorano per produrre cibo per i cittadini”. Non si fa illusioni Malannino ma è pronto a proseguire la protesta: “Non ci illudiamo sui risultati che potremmo ottenere, ma andiamo avanti. C’è entusiasmo attorno a noi, ma non siamo degli illusi. Per questo continueremo fino a che le nostre condizioni fisiche ce lo permetteranno. Anche se saremo costretti ad andare in ospedale proseguiremo la nostra azione e la tenda sarà presidiata da altri tre volontari che proseguiranno il nostro sciopero della fame”.

A sentire le ragioni della protesta è arrivato a Vittoria l’assessore all’Agricoltura Dario Cartabellotta, il quale ha prima incontrato il sindaco e la giunta a Palazzo Iacono, sede dell’amministrazione comunale, e poi ha raggiunto i manifestanti a Piazza Sei Martiri. Qui, nella grande serra – sala convegni attrezzata da qualche giorno, è ancora in corso un partecipato incontro tra gli esponenti dell’agricoltura iblea, la deputazione regionale e tutti gli agricoltori che rivendicano misure a livello centrale. Proprio su questo punto, il prossimo 18 dicembre, ci sarà un’audizione nella Commissione Agricoltura del Senato alla presenza dei produttori meridionali dietro la richiesta di interventi urgenti avanzata dal Comune di Vittoria.