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Il caso

Zichichi jr in corsa
per la gara dei Beni culturali


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Il figlio dell'assessore ai Beni Culturali aveva detto: "Quando mio padre diventerà assessore, smetterò di operare con quell'assessorato". Ma si era dimenticato di una gara. E, tra gli altri, spunta il nome di Gaetano Mercadante, finito nei guai per la vicenda di Novamusa.

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PALERMO- “Quando mio padre diventerà assessore, anche se per me sarà un danno economico, smetterò di operare con quell'assessorato”. Così, una decina di giorni fa,
Lorenzo Zichichi, figlio dell'assessore Antonino, sgombrava i dubbi su possibili conflitti di interesse, dopo le polemiche sorte in seguito ai suoi presunti legami con Gaetano Mercadante, amministratore fino a ieri della società Novamusa (al suo posto è stato designato Elia Fiorillo), finito in carcere (per poi essere scarcerato) con l'accusa di aver “stornato” nelle proprie casse circa 30 milioni che spettavano alla Regione.

Zichichi jr è un operatore della cultura in Sicilia, il padre, scienziato di fama mondiale, è anche, però, il nuovo assessore ai Beni culturali della giunta Crocetta. “Abbiamo eliminato – assicurava l'assessore in una conferenza stampa – ogni causa di incompatibilità tra il mio assessorato e l'attività di mio figlio”.

Peccato però, che Zichichi jr, pur dichiarando di “non avere più pendenze con la Regione siciliana”, si fosse dimenticato di una gara, ancora pendente, questa sì, alla Soprintendenza di Messina. Una gara non di poco conto. Il bando, infatti, ha un importo complessivo che supera la cifra di 1,9 milioni di euro. L'appalto, si legge nel bando “consiste in adeguamento tecnologico e allestimento di strutture pubbliche esistenti finalizzati alla conservazione ed esposizione di contenuti artistici e culturali contemporanei e nella organizzazione di una rassegna Eolie – Tappe di viaggio con artisti di fama internazionale”. Tutte attività da compiere a Lipari, Tindari e Filicudi.

Il bando è datato 16 agosto. Le procedure di gara partono però il 9 novembre. In mezzo, Antonino Zichichi diventa il nuovo assessore ai Beni culturali della Regione siciliana. Sarà proprio quell'assessorato a seguire le singole fasi della gara. Una gara alla quale partecipano cinque società. Anzi, cinque “Ati”, associazioni temporanee di imprese. Piccole cordate. Tra queste, anche quelle che fanno capo a “Civita-Electa”, e a “Mondomostre”. Stamattina, l'esito della prima fase della gara: la verifica dei requisiti e della documentazione di base. Ed ecco che, tra i cinque partecipanti, solo uno risulta “idoneo”. Si tratta dell'Ati composta dalla società Syremont e dalla Cigno edizioni. Quest'ultima, com'è noto, è la società gestita proprio da Lorenzo Zichichi. Che, quindi, rimane, a differenza degli altri concorrenti, “in corsa” per la vittoria del bando. Ma cos'è la Syremont?

La risposta, in questo caso, ce la fornisce la visura camerale, datata 13 dicembre 2012. Ed ecco la sorpresa: la Syremont, infatti, è una società controllata per il 76% da un'altra grossa società, la Thesauron spa. Di quest'ultima, il presidente del Consiglio di amministrazione, fino al 13 dicembre del 2012 è proprio Gaetano Mercadante. Così, i due, che “non sono mai stati soci”, come dice giustamente Lorenzo Zichichi, si ritrovano come unici “sopravvissuti” alla prima selezione compiuta dalla Soprintendenza di Messina. Mentre gli esclusi già promettono un ricorso al Tar, che potrebbe rallentare le fasi successive della gara. Dopo questa prima scrematura, infatti, seguirà l'esame dell'offerta tecnica, quindi quello dell'offerta economica. Fasi nelle quali, se i ricorsi degli esclusi dovessero essere respinti, le uniche offerte che arriveranno sul tavolo della Soprintendenza saranno quelle delle società controllate dal figlio di Zichichi “che non avrebbe più lavorato con la Regione” e quelle della spa controllata da Gaetano Mercadante, accusato di aver già sottratto decine di milioni alla Regione e che Rosario Crocetta avrebbe voluto “cacciare fuori” dalla gestione di questi servizi, per sostituirlo con i precari siciliani.